
Nel titolo del post ho mutuato il nome di una vecchia rubrica del settimanale Cuore, apparsa ai bei tempi della direzione di Michele Serra. E a così roboante titolo voglio associare i nomi di Andrea Riffeser Monti e di Marisa Monti Riffeser editori, tra le altre cose, di Qn - Il Resto del Carlino - La Nazione - Il Giorno.
Questa sera tornando a casa ho trovato una lettera della Poligrafici editoriale. Oggetto: “variazione condizioni economiche“. «Che bello - ho pensato - dopo sei anni che scrivo per il Carlino si sono decisi ad adeguare un po’ i compensi!». Speravo di recuperare almeno l’inflazione. Niente di più sbagliato. Quei maledetti hanno TAGLIATO i compensi! Per cui ora io, come tanti altri collaboratori, percepirò la lussureggiante cifra di 9 euro per articolo lungo (contro i 10,33 precedenti), 6 euro per articolo medio (contro 6,20), e 2 per articolo breve (contro i 4,13 di prima). Le notizie brevissime, prima remunerate con due euro, non vengono più pagate. Da questi compensi lordi, chiaramente, vanno tolte le TASSE, i CONTRIBUTI previdenziali e quelli INAIL. Nella lettera si specifica poi che, esattamente come prima, non è previsto alcun rimborso spese per i costi sostenuti nella realizzazione dei pezzi.
Ora, devo dire che grazie al Cielo non sono i soldi del Carlino quelli che mi fanno arrivare a fine mese. Ma quella lettera è un insulto a tutti i collaboratori, forza insostituibile nel lavoro di ogni redazione giornalistica. Potare dei compensi già miseri è uno schiaffo alla professionalità di chi, spesso, si prodiga ben più del dovuto per un giornale che sente, in qualche modo, “suo”.
Sono tentato seriamente (come propone la lettera tra le eventualità) di disdire il mio contratto per raccomandata…