Prove di dialogo
mercoledì, maggio 31st, 2006Paese spaccato a metà? Muro contro muro in Parlamento? Nessun problema! Alle Camere c’è già chi lavora per un dialogo costruttivo tra maggioranza e opposizione, un dialogo basato sui valori comuni.
Paese spaccato a metà? Muro contro muro in Parlamento? Nessun problema! Alle Camere c’è già chi lavora per un dialogo costruttivo tra maggioranza e opposizione, un dialogo basato sui valori comuni.
Da qualche giorno è partito ufficialmente, sebbene un po’ in sordina, il sito ufficiale del Gruppo Faccioni.
La vecchia homepage, che invitava a pazientare, è stata leggermente cambiata e ora dà finalmente accesso al sito della demenziale combriccola delle Vigne di cui faccio parte da anni.
Pian piano il sito (un blog con alcune sezioni e pagine statiche) si arricchirà di contenuti, diventando un punto di ritrovo virtuale tra gli associati. Un’occasione in più per tenersi in contatto e far da trampolino per le attività real-life.
Mai avrei pensato che, un giorno, su di un singolo tema potessi arrivare a dar ragione a Schifani. Ebbene, il doomsday è arrivato.
Ieri pomeriggio, scorrendo l’elenco dei ministri del nuovo Governo Prodi, mi è subito balzato all’occhio una cosa: la moltiplicazione modello “pani&pesci” del numero dei ministeri.
C’è un ministro per l’Istruzione ed un altro per la ricerca scientifica.
Ma un solo ministero.
C’è un ministro per i Trasporti ed uno per le Infrastrutture.
Ma un solo ministero.
C’è un ministro per il Lavoro, uno per la Solidarietà sociale ed un altro ancora per la Famiglia (senza portafoglio).
Ma un solo ministero.
Il tutto alla faccia della legge di riordino dei dicasteri, varata proprio dall’Ulivo nel 1999!
Una legge ignorata nominando i ministri “doppi” come “senza portafoglio”, e poi aggirando il tutto con un bel decreto-legge d’urgenza. Alè! Alla faccia della semplificazione e del disinteresse per le poltrone.
Questa cosa mi ha creato un effetto smarronamento non da poco, smorzando l’entusiasmo per la nomina di persone molto valide e capaci, come Giuliano Amato, Tommaso Padoa Schioppa, Paolo Gentiloni o Emma Bonino.
Qualche minuto dopo le mie elucubrazioni sui ministeri-fantasma, il capogruppo dei senatori di Forza Italia ha contestato pubblicamente al Governo la stessa cosa.
Purtroppo, da oggi, la pelata non sarà più l’unica cosa in comune tra me e Schifani
Ieri sera, dopo quasi 10 anni, il “nostro” pub ha chiuso per sempre i battenti. E Cesena perde un pezzo di storia etilica.

Nato come Old Fashioned Irish Pub nell’ottobre ‘96, il “pubbettino” di via Uberti (aperto da Sandro, Ago e Decho) era entrato da subito nel cuore di molte persone. I rapporti difficili con il vicinato e i problemi legati alla Ztl, però, costrinsero i fondatori a trasferirlo alle Vigne nel giugno del ‘99.
Un trasferimento che aveva portato il “nostro” pub nel nostro quartiere, il quartiere dei Faccioni, dei gestori stessi e di gran parte degli avventori. La magica e raccolta atmosfera del localino in centro era perduta, ma gli affari erano ripresi a pieno ritmo. Poi la stanchezza, la voglia dei gestori di cambiare vita, il passaggio a Marco Rossi con il nuovo nome di “Fai ‘n café“. Partenza a razzo e lento declino, fino alle ultime, tristi, puntate. Con tanto di ufficiale giudiziario pignoratore.

Dopo aver perso il bar “della Chiesa” (Circolo Acli E.Mattei), il bar “dei repubblicani” e quello “dei siciliani”, le Vigne perdono anche il loro unico pub. E ora che si fa? “Centro sociale” o bocciofila “Arcobaleno”?
Dubitare di sé e delle proprie capacità è normale e salutare. Ma se queste elucubrazioni dovessero durare troppo, basta davvero poco per spazzare via le fosche nuvolette e far tornare il sorriso.
Dopo le grasse risate che mi fece fare anno scorso questa intervista del Corriere della sera (imperdibili gli ultimi due paragrafi) ora è tempo di blog impegnati.
Il tutto è gratis. E senza ricetta medica.
Che meraviglia la moderna tecnologia
P.S.
Per chi se lo stesse chiedendo:
No, questo intervento non è la mia risposta a questo post di Zonda
Da oggi, e per tre giorni, sarò dentro questo tunnel.
Una prece.
Oggi, Yom HaAzmaut o giorno dell’Indipendenza, lo Stato di Israele ha compiuto 58 anni.

Non voglio tornare nuovamente sui miei soliti discorsi riguardanti la sincera volontà di pace dello Stato israeliano.
Colgo l’occasione però per segnalarvi questo: Il ministero degli esteri israeliano parla arabo.
Penso che sia una bella occasione per far conoscere ad una parte del mondo arabo, quanto meno agli internauti, un po’ di fatti su Israele.
Una breccia nel muro di omerta che in molti paesi distorce o insabbia la conoscenza del vicino israeliano.
Nella foto, una Maghen David formata da 540.774 lampadine bianco azzurre sul municipo di Tel Aviv. E’ opera di TLVshac.