Judas Priest?
Lunedì, Settembre 25th, 2006«Vuoi tu Xyz prendere il qui presente Zyx come tuo legittimo sposo?».
«Mah, sì… in senso lato sì!!».
«Come in senso lato?!?».
Strana serata quella di sabato. Alle due e trenta della notte (o del mattino, points of view…) mi sono ritrovato a dover vestire i panni del sacerdote nel parcheggio dell’Area Sismica, localino dalle apparenze malfamate situato nei primi colli di Forlì.
Mi stavo dirigendo tranquillo alla macchina, pronto a far ritorno a Cesena dove avrei raggiunto un gruppo di amici al Verdi, quando un paio di amici mi hanno placcato: «Devi celebrare il nostro matrimonio!».
Ora. Capisco la loro situazione etilica, capisco i loro casini sentimental-esistenziali, capisco l’ora tarda… ma come si fa a scambiarmi per un prete? Mah! In ogni caso, forte del mio ormai lontano triennio trascorso in seminario, ho provato a celebrare lestamente la funzione con rito iper-(cir)conciso.
Per quanto riguarda i testimoni la coppia si è avvalsa di due ragazzetti che definire avvinazzati era poco. Ma non così ubriachi da lasciarsi sfuggire la risposta dello “sposo”: un equivoco «Lo prendo!», in luogo del classico “lo voglio”, che ha suscitato reazioni tra l’ironico e il biasimevole.
A cerimonia appena terminata, dopo il bacio di rito, la coppia ha subito cominciato a litigare come nelle migliori tradizioni.
Ed io ho lasciato Forlì per Cesena, catapultandomi dall’atmosfera insurrezional-cheap dell’Area sismica all’ambiente patinato da lusso ovattato del Verdi. Ma questa è un’altra storia…

Lo scorso fine settimana di acqua a catinelle ha sancito la fine dell’estate. Ma non poteva essere veramente finita senza una degna chiusura musicale. Non potevo rassegnarmi a dare l’addio alla bella stagione in silenzio, dopo il mare di note ascoltato nei mesi passati.
Dato che
Ma è passato giusto il tempo di andare a passeggiare in spiaggia, meditando accanto al mare mosso, che qualcosa è cambiato. Prima sono arrivati gli 



Un’osservazione più che calzante dato che, in confronto a me, i primi telegiornalisti Rai potrebbero sembrare persino dei cantanti hip-hop.





