Mighty Chameleon

Archivio del mese di aprile 2007

Una strana coppia di giornalisti

mercoledì, aprile 25th, 2007

Photo by Avlxyz La settimana scorsa sono andato assieme a Turro a parlare di giornalismo agli scout di San Rocco. Un invito giunto inaspettato, ma che mi ha fatto passare una serata inconsueta e stimolante.

Dovevamo parlare mezzora, tre quarti d’ora al più. Siamo stati lì, invece, quasi due ore. Le curiosità e le domande sul giornalismo, sui limiti, le forme e il ruolo di questo mestiere strano, hanno avuto il sopravvento sull’orologio.

Una delle domande che più mi ha colpito riguardava il rapporto tra lettori e giornalisti. Perché al giorno d’oggi – mi è stato chiesto – nonostante la forte scolarizzazione ed il livello culturale più elevato di molte persone, i giornalisti continuano a proporre articoli usa-e-getta, tanto nello stile quanto nei contenuti?

Una domanda, a mio avviso, che tocca il cuore della professione sotto molti aspetti. Il mestiere del giornalista dovrebbe avere sempre alla base un solido rapporto di fiducia con il lettore. Chi compra un giornale sa che di quei giornalisti si può fidare, sa che mentre lui è al lavoro ci sono persone che vanno alla ricerca di notizie utili e le verificano. Almeno in teoria.

Ma quando si scrive un articolo non si può pensare ad un solo tipo di lettore, men che meno al lettore colto o d’istruzione al di sopra della media. Si scrive per arrivare a tutti. E non per formare. Personalmente provo ribrezzo verso il giornalismo inteso come forma di pedagogia. Come modo per educare le masse. Il giornalismo non può e non deve fare formazione. Può e deve all’opposto dare informazione. Che verrà usata dal lettore, in tutta libertà, per chiarirsi le idee in autonomia.

Indirettamente, dunque, il giornalismo in-formando… forma. Può sembrare un banale gioco di parole ma non è così. Solo rispettando la mente del lettore, che per nostra grazia ha deciso di leggerci, potremo da giornalisti fare un servizio alla società. Solo facendo circolare notizie fresche nel sistema sanguigno della democrazia potremo dare al cittadino sovrano (e non suddito!) gli strumenti per poter esercitare il suo potere in consapevolezza e libertà.

Detto in soldoni: bisogna scrivere senza guardare in faccia a nessuno, pensando solo all’utilità che potrà avere quello che scriviamo per il nostro lettore-cittadino-sovrano. Senza proporgli scorciatoie o comodi giudizi, ma dandogli fatti, dati e notizie. Anche le interpretazioni vanno bene, se non ci si maschera dietro una finta indipendenza, spiegando chiaramente alla luce di che cosa abbiamo accostato due o più fatti per arrivare ad un giudizio. Ma senza mai avere l’arroganza di propinare al lettore giudizi e sentenze preconfezionate. Perché i nostri pezzi possano davvero essere parte, sia pur piccola, di quella civica cassetta degli attrezzi usata da ciascuno per costruire il futuro della società.

Ovviamente la ricerca di semplicità non deve tradursi, come spesso accade, in sciatteria. Ma questo è un altro discorso, così come questa è stata solo una piccola parte dei tanti argomenti trattati.
Ma mi ha confortato, in un panorama informativo sempre più desolante, poter parlare per un paio d’ore di etica professionale come di una questione viva, centrale, e non un ferrovecchio d’altri tempi.

Il B-side del giornalista sportivo

domenica, aprile 15th, 2007

Serata piacevole quella di sabato scorso al Jammin di Longiano.
Anche se la gente presente alla festa organizzata dall’Atletico Malatesta era davvero tanta, forse troppa.

Io sono arrivato “ad orari Boch”, come direbbe qualcuno, piombando nel mezzo di un gradevole filotto di musica italiana d’annata.

Ma la vera sorpresa è stata quando in console è salito tale “Dj Eric“.
Ripensando a chi aveva organizzato la festa, l’annuncio di quel nome mi ha fatto scattare subito un moto di curiosità.
Il mio sesto senso non sbagliava: era proprio Eric Malatesta, conosciuto dai più come giornalista sportivo per il Corriere Romagna e per il Corriere Cesenate, nonché inviato di Radio Bruno.

Decisamente all’insegna dei “piccoli classici” (vecchi e nuovi) la sua selezione, molto gradita dalla pista, che ha visto alternarsi Mike Oldfield & Maggie Reilly, i Police, le Hole, i Jet, Kaiser Chiefs, U2 e Radiohead, solo per citarne alcuni.
Una selezione troppo commerciale? Forse, ma era tutto “mainstream del cuore” e ci metterei la firma per ballarlo ancora :)

P.S.
C’è chi dice di avere visto a Longiano anche dei VIP del ravennate in trasferta :D

Icone di tolla

lunedì, aprile 9th, 2007

Pensavo di avere fatto il callo oramai ai messaggi pubblicitari: mi sbagliavo. Per conto mio cerco di non farmi mai condizionare dagli spot e, all’opposto, diffido sempre di chi sperpera fiumi di denaro per convincere le masse della bontà dei propri prodotti.
Ma negli ultimi tempi ci sono alcune pubblicità che, più di altre, sono state capaci di farmi perdere il lume della ragione dato che toccano da vicino il mondo dei giornalisti. Come quelle di una nota catena di elettronica o un’altra di una società di prestiti.

Entrambe impiegano finti giornalisti, cercando in questo modo di dare più credibilità al loro messaggio. La seconda pubblicità, addirittura, è strutturata sulla falsariga di un telegiornale, con tanto di sigla e collegamenti in studio. E tutto per pubblicizzare dei prestiti ai pensionati, una forma legale ma odiosa di neo-strozzinaggio.

Eppure, viene da chiedermi, quanta credibilità sia rimasta a noi giornalisti se assurgiamo persino a icona per i pubblicitari. Se mi guardo intorno vedo infatti un panorama desolante, fatto di ‘colleghi’ esperti in prostituzione e di marchette vissute nel quotidiano come una immutabile normalità.

Volenti o nolenti, consapevoli o meno, molti giornalisti sono impiegati sempre più per leccare e sempre meno per informare. Dilapidando in questo modo l’unico proprio la credibilità, quella che dovrebbe essere la prima qualità di ogni ‘penna’. Il falso mito dello “scrivere bene” dovrebbe passare in secondo piano di fronte a chi porta notizie interessanti garantendone la veridicità.

Come ho già scritto in passato, le parole di un giornalista dovrebbero essere tutte Iso 9001. Spesso invece il panorama è ben diverso e le lodevoli battaglie dell’Ordine contro la commistione tra giornalismo e pubblicità (un intreccio vergognoso, specie in molte televisioni locali) mi danno l’idea di una pistola ad acqua che lotta contro un incendio.

Ma non mi rassegno. E nonostante molti giornali o Tg siano sconfinati ormai nella palude della parodia dell’informazione, non posso non indignarmi nel vedere la mia categoria professionale mercificata e ridicolizzata dai pubblicitari.

  • Reminiscenze

    • Altre immagini qui: Boch su Flickr

      Questo è un collage di foto dell'account di Boch. Se vuoi, puoi creartene uno qui :)
  • FavER le Fave dell'Emilia-Romagna
  • No al linguaggio da Sms!
  • Ivan Liggi libero!
  • Federazione delle Associazioni d'amicizia Italia-Israele