Mighty Chameleon

Il sentiero della categoria 'Bulirone'

Visioni di legalità

sabato, marzo 8th, 2008

Il fascio contro Saffi

Sei un fascista. Sei un comunista. Sei un sionista. Sei un bugiardo. Sei al soldo di qualcuno. Quante volte ho sentito questo ritornello. Quante volte ho sorriso dentro di me osservando la bava alla bocca del mio interlocutore.

Ultimamente alla cantilena di affronti si è aggiunto Stefano Severi. Che definisce “vomitevole” il mio recente articolo sulla questione del Confino, l’ex scuola elementare di Ponte Cucco occupata dagli anarchici.

Per Severi a muovere la mia penna sarebbe l’odio nei confronti di un nemico. Stessa sorte è riservata al consigliere repubblicano Luigi di Placido.

(continua…)

Mi accontento di poco

mercoledì, febbraio 20th, 2008

A volte basta poco per ritrovare il sorriso. Oggi, come di consueto, stavo cercando ansiosamente di incastrare in agenda i pezzi di quel pazzo puzzle che è la mia vita lavorativa quando, d’un tratto, mi sono imbattuto in una notizia.

Sulla barra dei feed che sovrasta la mia posta elettronica è comparso “ELEZIONI/ DE MITA: CRITERI CANDIDATURE PD UN INSULTO, ME NE VADO”.

Ora, fermi un attimo. Punto primo io pensavo, anzi speravo, che gente come De Mita non avesse nulla a che fare col PD. Secondo, mi sembra il minimo che se un partito si dà delle regole (tre mandati parlamentari, contro gli undici del buon Ciriaco) vengano fatte rispettare.

A ruota è arrivato poi l’annuncio della rinuncia alla candidatura da parte di Visco. E anche qui mi sembra davvero il minimo dopo la vicenda Speciale.

Chissà se pure Bassolino avrà il coraggio di farsi da parte. Anche se un suo ritiro volontario sarebbe un peccato, visto che per come ha gestito da Commisario la vicenda rifiuti in Campania sarebbe da cacciare a pedate.

Un partito senza De Mita e altri impresentabili? Si può fare :)

Il coraggio di mescolarsi

domenica, settembre 30th, 2007

Per adesso sono solo parole. Ma almeno qualcuno ha avuto il coraggio di dirle. E sono state musica per le mie orecchie, anche se la mia passata esperienza politica mi spinge a toccare ferro.

Un paio di settimane fa a Santarcangelo ho assistito ad un evento della Margherita a sostegno della candidatura di Walter Veltroni alle Primarie del Partito Democratico.
Un soggetto politico così nuovo da attirare al tempo stesso passione, scetticismi ed ironie.

(continua…)

Elio e le storie fresche

venerdì, maggio 25th, 2007

ElioPopperScanzonati eppur professionisti, leggeri senza nulla trascurare, impegnati senza mai scivolare nel dogmatismo.
Quei curiosi, irascibili, carissimi “Elio e le Storie Tese“, per parafrasare l’incipit di un loro vecchio radiodramma, davvero non smettono mai di stupirmi.

Mi considero loro fan dalla fine degli anni ‘80, quando tra i banchi di scuola ebbi modo di ascoltare e duplicare mitiche cassettine contenenti il primo album e frammenti di vecchi concerti eliatici. Fu subito amore.
E da allora non li ho più persi di vista, diventando tra l’altro Fava della prima ora.

Ma, al di là dell’ironia sferzante e del valore musicale, c’è stata sempre una cosa che mi ha affascinato particolarmente nell’attività del simpatico complessino. La capacità di sollecitare alla riflessione l’uditorio su certe tematiche (la corruzione, l’aborto, i mali del Paese) senza mai indulgere all’ideologia.

Un’impressione più che confortata, nelle settimane scorse, dalla lettura della (auto-)biografia sugli Elii “Vite bruciacchiate – ricordi confusi di una carriera discutibile“.
Tra i personaggi intervenuti nel volume con proprie testimonianze, mi ha colpito l’intervento di Michele Mozzati (sì, proprio quello di Gino & Michele) là dove scrive che nel 1985/86 «il gruppo [...] era davvero anomalo: forse il primo dell’area culturale milanese ad essersi liberato dalla politica intesa come ideologia».

Mozzati stava collaborando alla messa in scena di uno spettacolo del trotzkista Trevor Griffiths sulla condizione della classe operaia inglese, e rimase “fulminato” dall’ascolto di Elio. Adoperandosi subito per lo “spaccio di cassettine” in diversi ambienti (incluso quello romano, per mezzo dell’attuale direttore di Internazionale Giovanni De Mauro) contribuì alla positiva diffusione del contagio eliatico.
E vide che gli Elii riuscivano là dove nessun altro era riuscito: «La sinistra culturale rigidissima, la sinistra che trasgressioni non poteva concedersene, per una volta si era lasciata andare, ipnotizzata dal fenomeno Elio».

Elio e le storie tese, con la loro carica distruttivo-rigenerativa, sono stati capaci di spazzare via da certi ambienti la cappa dell’ideologia.

Ecco perché mi piacerebbe accostarli, idealmente, ad un altra mia lettura di questi giorni: Karl Popper. Il grande filosofo della scienza, e della politica, si può considerare un baluardo della lotta al dogmatismo, all’ipse dixit, alle roccaforti dell’immutabilità del pensiero. Tanto che il sottotitolo del primo volume della sua imprescindibile “La società aperta e i suoi nemici” è, non a caso, “Platone totalitario”.

Che ne dite, vi pare un accostamento troppo ardito?

Ricordando Andreatta

martedì, marzo 27th, 2007

ulivo2

Quando ieri sera ho saputo dall’Ansa della morte di Beniamino Andreatta ci sono rimasto più male di quanto pensassi. Mi sono ritrovato a pensare, di colpo, a quel tumultuoso periodo politico in cui dalle ceneri della Dc naque il Ppi e in cui, tra scissioni e colpi di scena, i popolari contribuirono alla nascita dell’Ulivo.
Una creatura politica cui Andreatta (un democristiano nobile, slegato dalla logica delle correnti) contribuì in modo determinante. Un vero padre fondatore.

Avevo conosciuto il vecchio economista qualche mese prima che entrasse in coma, ad un Congresso regionale del Ppi a Bologna al quale partecipavo come delegato provinciale del partito per Forlì-Cesena.
Il suo discorso mi colpì molto e, forse, fu l’unica cosa seria e positiva di quel congresso (una mezza farsa nella quale si anticipò a sorpresa la votazione per il Consiglio nazionale, estromettendo dal voto una buona fetta di delegati impegnati nella pausa pranzo).

Tornare con la mente ad Andreatta, mi riporta ad un periodo della mia vita nel quale l’impegno politico aveva un ruolo importante. Il periodo dei primi comitati Prodi “per l’Italia che vogliamo” e delle gioie e difficoltà quotidiane vissute nei gruppetti di ex-democristiani ed ex-comunisti che si ritrovavano a costruire insieme, dopo decenni di diffidenza, qualcosa di nuovo, diverso, importante.

Ormai ho voltato da tempo le spalle alla politica, un’attività che mal si concilia con il giornalismo. Sono sempre più convinto, infatti, che ognuno dovrebbe cominciare a risolvere i conflitti d’interesse a partire dall’orticello di casa sua.

Ma non posso smettere di pensare all’entusiasmo e alle speranze di quegli anni. Un entusiasmo che il pur pacato Andreatta, già alle soglie dei 70 alla nascita dell’Ulivo, mi ricorderà sempre.

Essere donna oggi

martedì, febbraio 27th, 2007

No, non voglio scrivere un post dedicato all’immortale canzone degli Elio e le Storie Tese che tanto fece incazzare le femministe nel ‘92.

Solo riflettere su due vicende molto contrastanti tra loro. In Germania il vescovo di Augusta (Baviera) si scaglia contro Ursula von der Leyen, ministro (non scriverò mai la parola “ministra”, nemmeno sotto tortura) democristiano alla Famiglia.
La poveretta, una pia e cristiana donna madre di sette figli, si è attirata le ire dell’alto prelato per aver proposto un piano per la costruzione di asili nido. Strutture delle quali, per inciso, in Germania vi è grande carenza dato che uno dei più fervidi sostenitori della costruzione di asili fu, 70 anni fa, un certo Adolf Hitler.

Ora il Governo di grande coalizione tra Cdu-Csu ed Spd prova a superare le vecchie diffidenze nei confronti di queste istituzioni con un piano che vuole rispondere alle esigenze delle donne che lavorano ed hanno figli.
Quelle stesse donne che la destra conservatrice vorrebbe chiuse in casa, intente alla sola ed esclusiva educazione dei pargoli.
Così come il vescovo Walter Mixa che, dalla sua cattedra di Augusta, ha definito i piani del Governo «micidiali per i bambini e per le famiglie» perché trasformano le donne in «macchine da riproduzione» e vogliono «reclutare giovani donne come forza lavoro di riserva per l’industria», come riporta il quotidiano Il Riformista.

Una presa di posizione assurda e integralista in un paese, la Germania, nel quale fino a poco tempo fa i vescovi si sono fatti spesso notare, al contrario, per le loro posizioni eccessivamente progressiste agli occhi del Vaticano.

Mi è tornato alla mente, per contrasto, un progetto olandese dello scorso anno. Nel paese dei tulipani, il partito laburista (PvdA) aveva proposto che tutte le donne laureate intenzionate a rimanere in casa, senza andare a lavorare, pagassero allo Stato le spese sostenute dalle istituzioni per la loro istruzione.
Evidentemente, nei Paesi Bassi, in molti considerano la scelta di diventare madre-casalinga come uno spreco di risorse pubbliche.

Qual è la strada giusta da seguire? Ci sarà mai un Paese in grado di giungere ad un compromesso che aiuti effettivamente le donne nelle loro aspirazioni (siano esse lavorative, familiari o entrambe) evitando al tempo stesso un’ingerenza regolatrice da parte dello Stato?

Sono curioso di sapere che cosa ne pensa Fringui ;)

Le toppe della politica

domenica, febbraio 25th, 2007

ulivo

Una coalizione rissosa, disunita, piena di gente assurda. Capace di andare avanti solo a colpi di fiducia, sul filo di lana di una maggioranza in bilico continuo.

Eppure, pur nella delusione massima, quello di Prodi mi pare al momento il migliore dei governi possibili. E non perché, come sostiene la sinistra radicale, in caso di caduta del Governo “si spalancherebbero di nuovo le porte a Berlusconi”.
Questa continua ossessione-demonizzazione della Sinistra per il nano pelato (come veniva chiamato sul mitico “Cuore”) mi pare proprio una tipica espressione dell’incapacità di stilare un progetto serio e comune con gli alleati.

Il mio, tenue, apprezzamento nei confronti di Prodi è dato dalle condizioni in cui il professore si ritrova a lavorare, stretto com’è tra vetero-comunisti, ambiental-populisti e beghine teo-dem. In mezzo ad un pastrocchio di posizioni politiche assurde, l’esecutivo cerca di dare un impulso riformista al sistema.
Magari in modo troppo timido, come ha fatto Bersani. Magari proponendo delle emerite castronerie giuridiche, come nel caso dei Pacs-Dico. Oppure dandosi al cerchio-bottismo spinto nei discorsi di politica estera, come quello praticato da baffino D’Alema (un equilibrista capace di far la faccia cattiva solo ad Israele).
Ma dopo anni di stasi (e non intendo solo gli ultimi cinque…) si è tornati finalmente a mettere in agenda delle riforme importanti.

Fra pochi giorni il governo Prodi si presenterà alle Camere e, salvo imprevisti, tornerà nella pienezza delle funzioni senza cambiamenti nella squadra. In realtà un cambiamento ci sarà, e neanche di poco conto. Sono i famosi 12 punti messi sul tavolo da Prodi, 12 rospi che Rifondazione e l’allegra combriccola di rincomunisti che la circonda hanno dovuto ingoiare.
Tra questi il rispetto degli impegni internazionali (e dovrebbe comprendere anche l’Iraq), il SI alla TAV, il SI ai rigassificatori, un riordino delle pensioni nonché il potere a Prodi di zittire i dissidenti e tirare avanti in caso di contrasto.

Un bello spostamento verso il centro… ma quanto durerà? Questo Governo rimane pur sempre attaccato assieme con lo sputo… per cui sarebbe bene rimettere mano al più presto alla legge elettorale. Con una soglia di sbarramento bella alta ed un premio di maggioranza.

Per il momento, dita incrociate e speriamo bene.

E’ un calcio malato

domenica, febbraio 4th, 2007

Difficilmente mi ritrovo in commenti, ricette, o soluzioni altrui.

Ancora una volta, però, Beppe Severgnini è capace di stupirmi, proponendo un decalogo contro l’indecenza negli stadi che pare rispecchiare il mio pensiero punto per punto.

Soprattutto là dove scrive che le forze dell’ordine hanno di meglio da fare che andare a garantire la sicurezza negli stadi.

Venerdì sera ho fatto le condoglianze a Gibus e Claudio, i due poliziotti più vicini a me. Altro non voglio scrivere, altrimenti mi risale la bile.

Andare oltre il Pacstrocchio

domenica, dicembre 10th, 2006

Nei giorni scorsi il Governo ha annunciato l‘imminente presentazione di un Disegno di legge sui PACS, una delle forme delle cosidette unioni civili.

Si vorrebbero tutelare, in pratica, i diritti dei conviventi siano essi eterosessuali o meno.

Nel mondo cattolico si è subito assistito ad uno stracciar di vesti. L’Osservatore Romano ha parlato di “battaglia senza senso” e “volontà di sradicare la famiglia“.

Mentre il segretario dei DS Piero Fassino, intervistato su RaiTre, ha affermato che “in Italia ci sono centinaia di migliaia di persone che vivono ogni giorno una condizione di convivenza di fatto e credo che sia di buon senso e corrisponda a regole di civiltà stabilire alcuni diritti, a tutela di un più solido rapporto tra due conviventi“.

Io penso invece, modestamente e laicamente, che i conviventi si debbano “attaccare al tram”. Il concetto stesso di cittadinanza si basa sul godimento di diritti a fronte di un’assunzione di doveri. E nei Pacs sento puzza di bruciato, vedendo coppie che ambiscono ad ottenere diritti cercando di svicolare dai doveri.

Vuoi tutele e garanzie? Rimboccati le maniche e sposati! Vuoi convivere ed essere libero, senza alcun vincolo? Perfetto, ma poi non frignare invocando l’approvazione di Leggi in tuo favore.

Bisogna avere il coraggio di chiudere la porta in faccia alle “mezze robe”. La famiglia deve rimanere fondata sul matrimonio, sia esso civile o religioso.
Quale tipo di matrimonio, però? Rifiutare i Pacs, o accrocchi giuridici simili, chiuderebbe le porte a chi al matrimonio non può accedere: gay, lesbiche e transessuali.
Ecco perché è urgente lasciarci alle spalle il dibattito sui Pacs e puntare ad una riforma complessiva dell’istituto matrimoniale, da intendersi finalmente come “unione di due persone”.
Una formula che chiuderebbe le porte alla poligamia, aprendole al tempo stesso a quei cittadini gay, lesbiche o transgender pronti a prendersi un impegno “per tutta la vita”.

Paradossalmente, dunque, mi sento di dare ragione all’Osservatore Romano quando in tema di PACS paventa “una legislazione parallela a quella del diritto di famiglia”. E’ un rischio concreto, e la società non ha bisogno di un “doppio canale” in materia.

Dico dunque no ai PACS e sì ad una riforma del matrimonio, aprendolo a chiunque sia pronto ad accettare i diritti e i doveri che una vita a due comporta.

Pattume televisivo

domenica, novembre 19th, 2006

Oggi, purtroppo, ho guardato un po’ di TV. Molto strano, dato che difficilmente mi capita di avere a che fare con questo mezzo. Quando accade mi limito in genere al televideo e a qualche Tg. Per il resto mi affido alla Rete, convinto come sono della superiorità della fruizione di contenuti on-demand rispetto alla sbobba propinata dai palinsesti.

Lo zapping odierno non ha smentito le mie convinzioni. Prima ci si è messo il TG1 che, parlando della Fiera del formaggio di Fossa, ha collocato Sogliano al Rubicone in provincia di Bologna (!). Poi a “Quelli che il calcio” ho avuto la sgradevole visione di Alessandra Borghese. La paladina del neo-beghinaggio, stuzzicata sull’argomento dal vampiro-Ventura, ha biasimato la satira su Ratzinger. Per poi tornare sulla sua conversione e sulla scelta della castità.

Gentile principessa, forse non sai che una cosa chiamata Costituzione non riconosce più (da quasi 60 anni!) tutti i titoli nobiliari e, cosa più importante, quella stessa Carta ha ribadito la separazione tra Stato e religione/i. Ne consegue che la satira può e deve essere libera di sbertucciare chi più gli pare e piace, religiosi inclusi (sempre che non si istighi all’odio o al commetere reati). Allo stesso modo tu sei libera di fare sesso o meno. Ma per piacere, cara la mia “principessa senza pisello” non menarcela più con questa storia del non darla via!

  • Reminiscenze

    • Altre immagini qui: Boch su Flickr

      Questo è un collage di foto dell'account di Boch. Se vuoi, puoi creartene uno qui :)
  • FavER le Fave dell'Emilia-Romagna
  • No al linguaggio da Sms!
  • Ivan Liggi libero!
  • Federazione delle Associazioni d'amicizia Italia-Israele