Ieri sera, dopo essermi liberato dalle incombenze “lavorative” a mezzanotte passata (dovevo seguire uno spettacolo per il Tg) ho commesso un errore insano.
Anziché raggiungere Zonda a Cesenatico (anche se sarebbe stato comunque tardi per il concerto di Sam Paglia, il “padrino della musica Lounge”) ho raggiunto i Faccioni a Riccione.
Ora, non c’è nulla di male nel raggiungere i Faccioni in quanto tali. Il guaio sta nel luogo: Riccione, il regno dei truzzi e della musica spazzatura.
Pensavo, speravo, di capitare comunque in un ambiente musicalmente passabile dato che mi avevano detto di essere andati a ballare in spiaggia; per l’esattezza al Marano, l’area nord di Riccione un tempo degradata e che da qualche anno rivaleggia con Marina di Ravenna.
I miei fiochi barlumi di speranza, invece, sono stati presto spazzati via. Spiaggia o no, la musica era disgustosa. Un continuo, barbaro, incessante unc’-unc’-unc’ house.
Tutti i bagni, poi, sembravano coalizzati e trasmettevano la stessa merda, dall‘Hakuna-matata al Paradise, passando per il Mojito. Una sorta di filodiffusione dell’orrore.
Mi sono ridotto quindi a transumare con i Faccioni da un bagno all’altro alla ricerca di qualcosa di ascoltabile (non dico del rock, ma mi sarei accontentato anche di un po’ di pop…), stretto come una sardina in un carnaio solo all’apparenza umano, composto di tamarri, figazze, buzzurroni e adolescenti stralunati.
Se questo è il famoso Marano, beh tenetevelo pure. Certamente, anche Marina di Ravenna è piena di posti simili (e con un traffico automobilistico allo stesso delirante livello, se non peggiore). Ma lì almeno so di poter contare sull’oasi musicale rappresentata dall’Hana-Bi.
Mentre come ‘ambiente’, rispetto a Riccione mi trovo decisamente più a mio agio sulla spiaggia e nei locali della ‘provinciale’ Cesenatico.
La salvezza della serata è stato aver deciso di prendere da bere (al ‘modico’ prezzo di 7 euro per un cocktail, come ormai norma in tutta la riviera) e staccarci dalla bolgia. Un’oretta in fondo alla spiaggia a chiacchierare con gli amici (con telecronaca dei ‘canolicchi’ curata da Beppe…) può risollevare anche la più storta delle serate 