Mighty Chameleon

Il sentiero della categoria 'Giornalismo'

Quale formazione per i giovani collaboratori?

lunedì, febbraio 22nd, 2010

Nonostante questo mio sito non venga aggiornato da tempo (nell’era dei social network il blog di tipo classico è un po’ negletto) noto dalle statistiche d’acceso un vivo interesse per i post relativi al giornalismo.

Di recente una mia vecchia considerazione ha riacceso il dibattito sul trattamento e la formazione dei collaboratori, un tema che non perde mai di attualità. Preso dalla foga, ho trasformato un mio commento in un lungo papiro.

Non di meno, resta aperta la domanda: quale può essere la migliore formazione per un collaboratore? Le redazioni di oggi vedono i giovani collaboratori come persone che si “mettono a bottega”, e dunque da formare e far crescere,  o piuttosto come carne da cannone buona solo da sparare alle conferenze stampa e riempire pagine?

Il cancro dell’informazione

lunedì, maggio 26th, 2008


Stampa periodica
Che il giornalismo italiano sia malato, più ancora di quello di altri paesi, non vi è ombra di dubbio. Ma la colpa, checché ne pensino Grillo e compagnia cantante, non è dei giornalisti tout-court e del loro Ordine. La malattia ha un nome preciso: pubblicità.

Sono gli sponsor, gli inserzionisti, i “partner pubblicitari” a permeare come un cancro strisciante il mondo dell’informazione.

(continua…)

Visioni di legalità

sabato, marzo 8th, 2008

Il fascio contro Saffi

Sei un fascista. Sei un comunista. Sei un sionista. Sei un bugiardo. Sei al soldo di qualcuno. Quante volte ho sentito questo ritornello. Quante volte ho sorriso dentro di me osservando la bava alla bocca del mio interlocutore.

Ultimamente alla cantilena di affronti si è aggiunto Stefano Severi. Che definisce “vomitevole” il mio recente articolo sulla questione del Confino, l’ex scuola elementare di Ponte Cucco occupata dagli anarchici.

Per Severi a muovere la mia penna sarebbe l’odio nei confronti di un nemico. Stessa sorte è riservata al consigliere repubblicano Luigi di Placido.

(continua…)

Abbiate pietà dei lettori

domenica, novembre 18th, 2007

C’è un cassetto della mia scrivania, nella redazione del Corriere Cesenate, che ha accolto per lungo tempo i testi di molti collaboratori, e non, del giornale.

Vi si trova, tutt’oggi, una cartellina scottante da me intitolata “Crimini giornalistici contro l’umanità. Tutto ciò che non avremmo mai voluto veder pubblicato… e infatti abbiamo cestinato“.

Una raccolta di pezzi immondi, dai deliri di giovani collaboratori ai rari strafalcioni di giornalisti più navigati, passando per impresentabili lettere dei lettori. Quasi tutti vi sono finiti, generalmente, non per banali errori ortografici o grammaticali, ma per veri e affronti al giornalismo e alle sue “regole”.

(continua…)

Il matrimonio di Turro

martedì, giugno 19th, 2007

DSCN1314A volte mi chiedo se ci sono o ci faccio :)

Avevo caricato già da un po’ le foto del matrimonio di Turro in rete ma mi ero scordato di sbloccarle…

Provvedo subito a rimediare all’errore dopo una tirata d’orecchie da parte di un’attenta lettrice del sito! ;)

Il set è disponibile a questo indirizzo dove potrete ammirare Paolo e Silvia in tutto il loro splendore. Cerimonia molto partecipata, una bella festa, sposi ed amici al top… cosa si poteva volere di più? :)

Ulteriore cosa: pensavo che gli sposi tornassero dal matrimonio oggi e invece son tornati la settimana scorsa. Sigh, ma ho una mente o un emmenthal?

Minipimer week-end

lunedì, maggio 21st, 2007

Sabato scorso quello di Giagia è stato un vero addio al celibato al fulmicotone, capace di mobilitare un pullman pieno di amici per una serata di grandissima bolgia. A questo indirizzo trovate qualche notizia in più in merito e l’accesso alla galleria fotografica.

Peccato solo che la mattina dopo, con appena due ore di sonno alle spalle, mi sia dovuto presentare come scrutatore ai seggi per il rinnovo delle cariche dell’Ordine dei giornalisti :P
Tra chiacchiere e conteggi la giornata però è volata, grazie anche alla piacevole compagnia di amici/colleghi.
E non ho accusato particolari segni di cedimento.

Il tracollo fisico, a tradimento, è arrivato oggi… e sento la vocina di qualcuna che mi dice che forse dovrei proprio smetterla di comportarmi come un ventenne… :)

Una strana coppia di giornalisti

mercoledì, aprile 25th, 2007

Photo by Avlxyz La settimana scorsa sono andato assieme a Turro a parlare di giornalismo agli scout di San Rocco. Un invito giunto inaspettato, ma che mi ha fatto passare una serata inconsueta e stimolante.

Dovevamo parlare mezzora, tre quarti d’ora al più. Siamo stati lì, invece, quasi due ore. Le curiosità e le domande sul giornalismo, sui limiti, le forme e il ruolo di questo mestiere strano, hanno avuto il sopravvento sull’orologio.

Una delle domande che più mi ha colpito riguardava il rapporto tra lettori e giornalisti. Perché al giorno d’oggi – mi è stato chiesto – nonostante la forte scolarizzazione ed il livello culturale più elevato di molte persone, i giornalisti continuano a proporre articoli usa-e-getta, tanto nello stile quanto nei contenuti?

Una domanda, a mio avviso, che tocca il cuore della professione sotto molti aspetti. Il mestiere del giornalista dovrebbe avere sempre alla base un solido rapporto di fiducia con il lettore. Chi compra un giornale sa che di quei giornalisti si può fidare, sa che mentre lui è al lavoro ci sono persone che vanno alla ricerca di notizie utili e le verificano. Almeno in teoria.

Ma quando si scrive un articolo non si può pensare ad un solo tipo di lettore, men che meno al lettore colto o d’istruzione al di sopra della media. Si scrive per arrivare a tutti. E non per formare. Personalmente provo ribrezzo verso il giornalismo inteso come forma di pedagogia. Come modo per educare le masse. Il giornalismo non può e non deve fare formazione. Può e deve all’opposto dare informazione. Che verrà usata dal lettore, in tutta libertà, per chiarirsi le idee in autonomia.

Indirettamente, dunque, il giornalismo in-formando… forma. Può sembrare un banale gioco di parole ma non è così. Solo rispettando la mente del lettore, che per nostra grazia ha deciso di leggerci, potremo da giornalisti fare un servizio alla società. Solo facendo circolare notizie fresche nel sistema sanguigno della democrazia potremo dare al cittadino sovrano (e non suddito!) gli strumenti per poter esercitare il suo potere in consapevolezza e libertà.

Detto in soldoni: bisogna scrivere senza guardare in faccia a nessuno, pensando solo all’utilità che potrà avere quello che scriviamo per il nostro lettore-cittadino-sovrano. Senza proporgli scorciatoie o comodi giudizi, ma dandogli fatti, dati e notizie. Anche le interpretazioni vanno bene, se non ci si maschera dietro una finta indipendenza, spiegando chiaramente alla luce di che cosa abbiamo accostato due o più fatti per arrivare ad un giudizio. Ma senza mai avere l’arroganza di propinare al lettore giudizi e sentenze preconfezionate. Perché i nostri pezzi possano davvero essere parte, sia pur piccola, di quella civica cassetta degli attrezzi usata da ciascuno per costruire il futuro della società.

Ovviamente la ricerca di semplicità non deve tradursi, come spesso accade, in sciatteria. Ma questo è un altro discorso, così come questa è stata solo una piccola parte dei tanti argomenti trattati.
Ma mi ha confortato, in un panorama informativo sempre più desolante, poter parlare per un paio d’ore di etica professionale come di una questione viva, centrale, e non un ferrovecchio d’altri tempi.

Il B-side del giornalista sportivo

domenica, aprile 15th, 2007

Serata piacevole quella di sabato scorso al Jammin di Longiano.
Anche se la gente presente alla festa organizzata dall’Atletico Malatesta era davvero tanta, forse troppa.

Io sono arrivato “ad orari Boch”, come direbbe qualcuno, piombando nel mezzo di un gradevole filotto di musica italiana d’annata.

Ma la vera sorpresa è stata quando in console è salito tale “Dj Eric“.
Ripensando a chi aveva organizzato la festa, l’annuncio di quel nome mi ha fatto scattare subito un moto di curiosità.
Il mio sesto senso non sbagliava: era proprio Eric Malatesta, conosciuto dai più come giornalista sportivo per il Corriere Romagna e per il Corriere Cesenate, nonché inviato di Radio Bruno.

Decisamente all’insegna dei “piccoli classici” (vecchi e nuovi) la sua selezione, molto gradita dalla pista, che ha visto alternarsi Mike Oldfield & Maggie Reilly, i Police, le Hole, i Jet, Kaiser Chiefs, U2 e Radiohead, solo per citarne alcuni.
Una selezione troppo commerciale? Forse, ma era tutto “mainstream del cuore” e ci metterei la firma per ballarlo ancora :)

P.S.
C’è chi dice di avere visto a Longiano anche dei VIP del ravennate in trasferta :D

Icone di tolla

lunedì, aprile 9th, 2007

Pensavo di avere fatto il callo oramai ai messaggi pubblicitari: mi sbagliavo. Per conto mio cerco di non farmi mai condizionare dagli spot e, all’opposto, diffido sempre di chi sperpera fiumi di denaro per convincere le masse della bontà dei propri prodotti.
Ma negli ultimi tempi ci sono alcune pubblicità che, più di altre, sono state capaci di farmi perdere il lume della ragione dato che toccano da vicino il mondo dei giornalisti. Come quelle di una nota catena di elettronica o un’altra di una società di prestiti.

Entrambe impiegano finti giornalisti, cercando in questo modo di dare più credibilità al loro messaggio. La seconda pubblicità, addirittura, è strutturata sulla falsariga di un telegiornale, con tanto di sigla e collegamenti in studio. E tutto per pubblicizzare dei prestiti ai pensionati, una forma legale ma odiosa di neo-strozzinaggio.

Eppure, viene da chiedermi, quanta credibilità sia rimasta a noi giornalisti se assurgiamo persino a icona per i pubblicitari. Se mi guardo intorno vedo infatti un panorama desolante, fatto di ‘colleghi’ esperti in prostituzione e di marchette vissute nel quotidiano come una immutabile normalità.

Volenti o nolenti, consapevoli o meno, molti giornalisti sono impiegati sempre più per leccare e sempre meno per informare. Dilapidando in questo modo l’unico proprio la credibilità, quella che dovrebbe essere la prima qualità di ogni ‘penna’. Il falso mito dello “scrivere bene” dovrebbe passare in secondo piano di fronte a chi porta notizie interessanti garantendone la veridicità.

Come ho già scritto in passato, le parole di un giornalista dovrebbero essere tutte Iso 9001. Spesso invece il panorama è ben diverso e le lodevoli battaglie dell’Ordine contro la commistione tra giornalismo e pubblicità (un intreccio vergognoso, specie in molte televisioni locali) mi danno l’idea di una pistola ad acqua che lotta contro un incendio.

Ma non mi rassegno. E nonostante molti giornali o Tg siano sconfinati ormai nella palude della parodia dell’informazione, non posso non indignarmi nel vedere la mia categoria professionale mercificata e ridicolizzata dai pubblicitari.

C’è speranza per il Carlino?

martedì, marzo 13th, 2007

E’ davvero difficile per me accostare la parola “speranza” al Resto del Carlino. Negli ultimi anni la Poligrafici editoriale ha commesso, a mio avviso, troppi passi falsi.

(continua…)

  • Reminiscenze

    • Altre immagini qui: Boch su Flickr

      Questo è un collage di foto dell'account di Boch. Se vuoi, puoi creartene uno qui :)
  • FavER le Fave dell'Emilia-Romagna
  • No al linguaggio da Sms!
  • Ivan Liggi libero!
  • Federazione delle Associazioni d'amicizia Italia-Israele