Mighty Chameleon

Il sentiero della categoria 'Israele'

Musica oltre i pregiudizi

Mercoledì, Novembre 1st, 2006

Io li ho visti. Pieni di vita, giovani, qualcuno quasi brufoloso. Io li ho avuti accanto, erano al tavolo con me, a condividere la stessa cena. E fischiettavano motivi, parlavano di viaggi. Io ho li ho conosciuti. E non potete dirmi, accecati come siete dall’odio e dall’ideologia, che sono assassini, che sono macchine, robot di morte.

Io ho cenato con dei soldati israeliani. Un gruppo di ragazzi e ragazze, poco più che maggiorenni, della IDF Chamber Orchestra, l’orchestra da camera delle Forze armate israeliane.
E’ successo la settimana scorsa a Milano, a margine del convegno nazionale della “Federazione delle associazioni di amicizia Italia-Israele“.

La sera successiva quei giovani avrebbero tenuto un concerto al Palazzo reale di Milano, nella sala delle otto colonne. A noi convegnisti, però, è stata data l’occasione di ascoltarli in anteprima. Finiti i secondi piatti, il gruppo si è alzato per suonare violini e violoncelli. Non esagero nel dire che la loro performance è stata un’anticipazione del dolce.

Il linguaggio della musica in genere apre i cuori. Così è stato per noi, così dovrebbe essere. Ma evidentemente non è così per quegli ottusi “pacifinti” che non perdono occasione di accusare Israele di ogni nefandezza. L’ISM-Italia, un movimento che si prefigge il boicottaggio dello Stato di Israele, ha diramato un comunicato stampa nel quale gli archi dell’orchestra vengono addirittura chiamati “antiche armi”.
Come se gli israeliani fossero mostri assetati di sangue, pronti persino a snaturare un violino pur di scoccare frecce e uccidere qualcuno.

Anche la mostra sull’arte israeliana di Milano, un’occasione unica per capire meglio la complessa realtà di quel paese, è stata presa ad ennesimo pretesto per spargere menzogne su Israele, venendo bollata come “propaganda di guerra”.

Che tristezza. Fino a che punto un’ideologia può rendere ciechi?

La sinistra che mi piace

Martedì, Agosto 29th, 2006

Grande Piero! In questi giorni delicatissimi per l’assetto di tutto il Medio Oriente, le parole del segretario dei DS Piero Fassino sono state un balsamo per me. Il miglior antidoto possibile alle farneticazioni dei vari Marco Rizzo e compagnia cantante, sempre pronti ad attaccare Israele a suon di pregiudizi.
La dichiarazione di Fassino che segue [tratta dal Corriere della Sera del 28 agosto] la interpreto personalmente come la prova che si può essere di centro-sinistra e, al tempo stesso, avere una politica estera non demenziale :)

«Negli ultimi mesi ci sono state cose che non soltanto hanno messo in dubbio la sicurezza di Israele ma hanno anche fatto emergere il rischio che se ne mettesse in dubbio l’esistenza. Quando il presidente iraniano usa le parole farneticanti che ha usato, quando un movimento politico e militare come Hezbollah predica e pratica la distruzione di Israele, quando gli oltranzisti dentro Hamas dicono che non riconoscono Israele e che non si siederanno a nessun tavolo per trattare con gli israeliani è chiaro che si segna un salto di qualità nel pericolo: non è più in discussione la sicurezza ma l’esistenza. Siamo netti e chiari, come lo è stato tutto il governo a partire da D’Alema. L’esistenza e la sicurezza di Israele è un fatto irrinunciabile e non negoziabile. I nostri soldati in Libano non vanno soltanto a garantire che il governo di Beirut sia pienamente sovrano e possa predisporre lo smantellamento di Hezbollah, ma anche per tutelare Israele da chi lo voglia distruggere. Non c’è dubbio. Le posizioni equivoche sono sono minoritarie a sinistra, minoritarissime nei Ds. Nessuno può farci cambiare opinione: queste frange sbagliano e condurremo contro di loro battaglia politica determinata».

Rollercoaster cabinet

Martedì, Luglio 18th, 2006

Ecco. Non posso gioire neppure qualche giorno per il fatto che il governo Prodi abbia imboccato la strada delle liberalizzazioni (alla faccia di Berlusconi e del suo liberalismo di facciata) che questi subito fanno marcia indietro.

Si vede che in Italia vince chi urla più forte e si diverte a picchiare i giornalisti. Viene proprio da rimpiangere Ronald Reagan e la sua fermezza nel respingere al mittente le assurde richieste del sindacato controllori di volo nel 1981.

Il problema vero è che con una coalizione così eterogenea la direzione di marcia dell’esecutivo non può che essere ondivaga. Proprio come nel caso della questione israeliana. Di fronte ad uno Stato impegnato in questi giorni a difendere la sua stessa sopravvivenza, il governo italiano sembra essersi messo a fare il gioco delle tre carte mettendo tutti sullo stesso piano: Israele ed Hezbollah.

Per fortuna che c’è anche chi, come l’ottimo Giuliano Amato, è capace di prendere posizioni chiare e decise (rimediando ad alcune gaffe del recente passato).

Buon compleanno Israele ;)

Mercoledì, Maggio 3rd, 2006

Oggi, Yom HaAzmaut o giorno dell’Indipendenza, lo Stato di Israele ha compiuto 58 anni.

On Tel-Aviv's city hall building - photo by TLVshac

Non voglio tornare nuovamente sui miei soliti discorsi riguardanti la sincera volontà di pace dello Stato israeliano.

Colgo l’occasione però per segnalarvi questo: Il ministero degli esteri israeliano parla arabo.

Penso che sia una bella occasione per far conoscere ad una parte del mondo arabo, quanto meno agli internauti, un po’ di fatti su Israele.
Una breccia nel muro di omerta che in molti paesi distorce o insabbia la conoscenza del vicino israeliano.

Nella foto, una Maghen David formata da 540.774 lampadine bianco azzurre sul municipo di Tel Aviv. E’ opera di TLVshac.

Aria di squadrismo su Yom ha-Shoah

Mercoledì, Aprile 26th, 2006

Qui non si tratta di “non dimenticare”, ma addirittura di ignorare, fingere di non sapere e continuare a tirare in ballo luoghi comuni. Che tristezza. Che rabbia.

I fatti di Milano sono purtroppo noti. La data del 25 aprile è stata rapita e fatta ostaggio da una minoranza che non esito a definire neo-fascista, nei modi e nelle idee, per avere infangato l’anniversario del risveglio democratico del nostro paese, dopo il periodo buio della dittatura e la follia della guerra.

Cesena liberata

Impedire ad una persona di parlare è squadrismo. Attaccare un anziano partigiano reduce dal campo di concentramento di Dachau (una persona che, fosse stato pure il papà di Toto Riina in persona, ha pagato sulla sua pelle l’opposizione alla dittatura) non è altro che una forma di neo-fascismo. E il fatto che il padre di Letizia Moratti, la medaglia d’argento Paolo Brichetto, abbia militato a suo tempo nella brigata partigiana del monarchico Edgardo Sogno, aggiunge particolari importanti a questa storia. La Resistenza non fu, ormai la storiografia è concorde su questo, quella lotta vittoriosa dei partigiani rossi che taluni si ostinano a considerare. Il ruolo delle brigate rosse e del partito comunista fu, certamente, importante. Ma accanto ad esso vi erano brigate bianche cattoliche, le fiamme verdi di Giustizia e libertà, oltre al Corpo italiano di liberazione e, naturalmente, gli eserciti delle potenze Alleate.

Jewish Brigade Group

Ancora una volta, dunque, una minoranza ha avuto rigurgiti ‘fascisti’ e (questo è quello che mi fa più male) la maggioranza dei presenti non è riuscita a impedirglielo. Come nel caso delle bandiere israeliane bruciate e le contemporanee contestazioni alla Brigata ebraica. Uno Stato nato su basi socialiste e che rappresenta al meglio una parte dei valori di una sinistra “seria” (laicità in primo luogo) è finito nuovamente per essere additato come “criminale” e “assetato di sangue”. Ignorando la volontà di pace di Israele e abbracciando la solita sequela di luoghi comuni sugli “occupanti”, in barba alla risoluzione Onu del ‘48, al diritto internazionale e agli accordi di pace raggiunti in questi anni da Israele. E ignorando, di fatto, l’organizzazione stessa della società israeliana.

Quest’anno, poi, il 25 aprile coincideva sul calendario ebraico con Yom ha-Shoah, il giorno del ricordo dell’Olocausto nell’anniversario della rivolta del ghetto di Varsavia. E le immagini di Milano hanno provocato sdegno in Israele e nel mondo. Alla faccia di chi diceva che Fiamma Nirenstein aveva esagerato scrivendo “Gli antisemiti progressisti”.

Che tristezza. Che rabbia. Quanti mal di pancia mi tocca passare in questi giorni nell’attesa della formazione di un governo “amico” (in teoria anche degli israeliani) circondato da simili carogne.

Odio bruciante (copyright
  • Reminiscenze

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