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	<title>Commenti per Mighty Chameleon</title>
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	<description>cambiare colore per non adattarsi all&#039;ambiente</description>
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		<title>Commenti su Quale formazione per i giovani collaboratori? di Luci</title>
		<link>http://www.infobucci.it/blog/2010/02/22/quale-formazione-per-i-giovani-collaboratori/#comment-6570</link>
		<dc:creator>Luci</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 12:56:54 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto post e commenti precedenti, e sottoscrivo ogni parola di Boch.
Proverò a dare una mia piccola e umile risposta, nonostante io sia lontanissima ancora dal potermi considerare autorevole in una simile conversazione.

Credo che la miglior formazione per un collaboratore sia lui stesso a doverla costruire. Certo, esistono redazioni con modus operandi unico per tutti gli aspiranti giornalistini, nelle quali è ben difficile farsi strada. Ma in realtà sono più convinta che l’atteggiamento della redazione sia semplicemente uno specchio del modo di porsi del collaboratore. Do ut des.

Da aspirante giornalistina posso dire che tutto quel che ho imparato sinora dai miei redattori -che non finirò mai di ringraziare per la disponibilità che mi hanno sempre dimostrato- è direttamente proporzionale ai sacrifici (se così possiamo definirli) che ho scelto di fare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto post e commenti precedenti, e sottoscrivo ogni parola di Boch.<br />
Proverò a dare una mia piccola e umile risposta, nonostante io sia lontanissima ancora dal potermi considerare autorevole in una simile conversazione.</p>
<p>Credo che la miglior formazione per un collaboratore sia lui stesso a doverla costruire. Certo, esistono redazioni con modus operandi unico per tutti gli aspiranti giornalistini, nelle quali è ben difficile farsi strada. Ma in realtà sono più convinta che l’atteggiamento della redazione sia semplicemente uno specchio del modo di porsi del collaboratore. Do ut des.</p>
<p>Da aspirante giornalistina posso dire che tutto quel che ho imparato sinora dai miei redattori -che non finirò mai di ringraziare per la disponibilità che mi hanno sempre dimostrato- è direttamente proporzionale ai sacrifici (se così possiamo definirli) che ho scelto di fare.</p>
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	</item>
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		<title>Commenti su Abbiate pietà dei lettori di Boch</title>
		<link>http://www.infobucci.it/blog/2007/11/18/abbiate-pieta-dei-lettori/#comment-6568</link>
		<dc:creator>Boch</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 12:39:03 +0000</pubDate>
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		<description>@Mosconi
Rispondo per punti e poi chiudo la discussione dato che non mi sembra il caso di dare luogo ad un flame. Ritengo che questa discussione finora sia stata proficua perché, pur partendo da un caso personale, ci ha aiutati a riflettere su alcuni aspetti importanti di questa nostra professione.

Punto primo. Mai “preso per il culo” persone che non conosco. Chi mi conosce sa che prendo in giro, in modo assolutamente feroce e diretto, solo gente conosciuta (come nel caso di quel vecchissimo articolo di Turro cui fai cenno, oggetto di ilarità condivisa prima di tutto con l’autore del pezzo stesso). Diversamente posso esprimere un certo disgusto e, al massimo, correre alla ricerca di un antiemetico. Nel caso specifico citato da Cristiano, il tuo pezzo mi fece sorridere ma ritengo ci sia ben di peggio nel panorama locale.

Secondo punto. Il tempo è prezioso per tutti, per un giornalista ancora di più. Il fatto che Cristiano ti dedichi attenzioni, sia pure informatiche, nonostante sia oberato da mille impegni (il Corriere è solo una frazione del suo lavoro) mi colpì in positivo quando me ne fece cenno (prima di questo botta e risposta informatico penso di averti sentito citare in redazione si e no un paio di volte). Personalmente ritengo che dovresti fare tesoro di ciò che dice. Il fatto che tu non colga l’importanza di questa cosa e, impermeabile alle sue indicazioni, stia continuando a piagnucolare commenti a nastro mi fa temere che l’opera di Tano risulterà vana.

Terzo punto. Citi il: “non aver avuto l’opportunità di venire in redazione, scrivere sul campo, fare un titolo…”. Mi sembra una cosa davvero inverosimile per come è strutturata la nostra redazione. Che io sappia, tanto più per chi già collabora, per fare esperienze del genere basta solo alzare la cornetta e muovere un po’ il culo. Tu lo hai mai fatto?

Quarto. Il rispetto pieno della persona, per me, passa anche per un aiuto effettivo alla sua crescita. Ed una vera formazione, come ho scritto nel commento precedente, a mio avviso si realizza anche attraverso un po’ di metaforiche, ma assolutamente sane, legnate nei denti. In ogni caso questo blog, un sito assolutamente personale, è letto sì e no da quattro gatti. Di questi quanti avranno mai cliccato il link andando al pezzo originale? Non mettendo il nome dell’autrice in questo post ho evitato una indicizzazione dello stesso nome da parte dei motori di ricerca (questo si sarebbe stato poco carino), e tanto mi basta.

Quinto. Sul fatto che il pezzo incriminato “la redazione ha deciso di pubblicarlo…”. Ecco il nocciolo della questione! Il mio post contestava in egual modo chi ha deciso di impaginarlo in quel modo  
E ti assicuro che chi doveva cogliere questo aspetto lo ha colto subito, con autoironia.

A proposito di umiltà ed autoironia, in conclusione, non posso far altro che associarmi all’ultimo commento di Fringui. I primi 4 commenti (quelli prima del tuo) sono tutti di giornalisti più che navigati: 3 collaboratori ultradecennali del Corriere Cesenate (e di quotidiani locali: Carlino e Voce) ed il vicedirettore del Corriere stesso. Persone che a differenza tua hanno saputo ben interpretare, da subito, il mio intervento.

Come scritto a inzio commento, chiudo qui questa pubblica discussione per non cadere nel flame. Per qualsiasi chiarimento privato resto disponibile via mail.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mosconi<br />
Rispondo per punti e poi chiudo la discussione dato che non mi sembra il caso di dare luogo ad un flame. Ritengo che questa discussione finora sia stata proficua perché, pur partendo da un caso personale, ci ha aiutati a riflettere su alcuni aspetti importanti di questa nostra professione.</p>
<p>Punto primo. Mai “preso per il culo” persone che non conosco. Chi mi conosce sa che prendo in giro, in modo assolutamente feroce e diretto, solo gente conosciuta (come nel caso di quel vecchissimo articolo di Turro cui fai cenno, oggetto di ilarità condivisa prima di tutto con l’autore del pezzo stesso). Diversamente posso esprimere un certo disgusto e, al massimo, correre alla ricerca di un antiemetico. Nel caso specifico citato da Cristiano, il tuo pezzo mi fece sorridere ma ritengo ci sia ben di peggio nel panorama locale.</p>
<p>Secondo punto. Il tempo è prezioso per tutti, per un giornalista ancora di più. Il fatto che Cristiano ti dedichi attenzioni, sia pure informatiche, nonostante sia oberato da mille impegni (il Corriere è solo una frazione del suo lavoro) mi colpì in positivo quando me ne fece cenno (prima di questo botta e risposta informatico penso di averti sentito citare in redazione si e no un paio di volte). Personalmente ritengo che dovresti fare tesoro di ciò che dice. Il fatto che tu non colga l’importanza di questa cosa e, impermeabile alle sue indicazioni, stia continuando a piagnucolare commenti a nastro mi fa temere che l’opera di Tano risulterà vana.</p>
<p>Terzo punto. Citi il: “non aver avuto l’opportunità di venire in redazione, scrivere sul campo, fare un titolo…”. Mi sembra una cosa davvero inverosimile per come è strutturata la nostra redazione. Che io sappia, tanto più per chi già collabora, per fare esperienze del genere basta solo alzare la cornetta e muovere un po’ il culo. Tu lo hai mai fatto?</p>
<p>Quarto. Il rispetto pieno della persona, per me, passa anche per un aiuto effettivo alla sua crescita. Ed una vera formazione, come ho scritto nel commento precedente, a mio avviso si realizza anche attraverso un po’ di metaforiche, ma assolutamente sane, legnate nei denti. In ogni caso questo blog, un sito assolutamente personale, è letto sì e no da quattro gatti. Di questi quanti avranno mai cliccato il link andando al pezzo originale? Non mettendo il nome dell’autrice in questo post ho evitato una indicizzazione dello stesso nome da parte dei motori di ricerca (questo si sarebbe stato poco carino), e tanto mi basta.</p>
<p>Quinto. Sul fatto che il pezzo incriminato “la redazione ha deciso di pubblicarlo…”. Ecco il nocciolo della questione! Il mio post contestava in egual modo chi ha deciso di impaginarlo in quel modo<br />
E ti assicuro che chi doveva cogliere questo aspetto lo ha colto subito, con autoironia.</p>
<p>A proposito di umiltà ed autoironia, in conclusione, non posso far altro che associarmi all’ultimo commento di Fringui. I primi 4 commenti (quelli prima del tuo) sono tutti di giornalisti più che navigati: 3 collaboratori ultradecennali del Corriere Cesenate (e di quotidiani locali: Carlino e Voce) ed il vicedirettore del Corriere stesso. Persone che a differenza tua hanno saputo ben interpretare, da subito, il mio intervento.</p>
<p>Come scritto a inzio commento, chiudo qui questa pubblica discussione per non cadere nel flame. Per qualsiasi chiarimento privato resto disponibile via mail.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Abbiate pietà dei lettori di Fringui</title>
		<link>http://www.infobucci.it/blog/2007/11/18/abbiate-pieta-dei-lettori/#comment-6567</link>
		<dc:creator>Fringui</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 11:51:36 +0000</pubDate>
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		<description>Quello che da un po’ di tempo si nota è che i giovani collaboratori difettano di umiltà, di cui invece sarebbe bene armarsi dato che il giornalismo richiede una lunga gavetta. 

In fondo la cartella dei “crimini giornalistici” non è stata inventata per ridere dei collaboratori, ma sorridere con loro sdramatizzando gli errori che facciamo tutti quanti.

Mi piacerebbe leggero meno chiacchiere e rilevare più autoironia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che da un po’ di tempo si nota è che i giovani collaboratori difettano di umiltà, di cui invece sarebbe bene armarsi dato che il giornalismo richiede una lunga gavetta. </p>
<p>In fondo la cartella dei “crimini giornalistici” non è stata inventata per ridere dei collaboratori, ma sorridere con loro sdramatizzando gli errori che facciamo tutti quanti.</p>
<p>Mi piacerebbe leggero meno chiacchiere e rilevare più autoironia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Abbiate pietà dei lettori di Michela Mosconi</title>
		<link>http://www.infobucci.it/blog/2007/11/18/abbiate-pieta-dei-lettori/#comment-6566</link>
		<dc:creator>Michela Mosconi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 13:39:16 +0000</pubDate>
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		<description>bene</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bene</p>
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		<title>Commenti su Abbiate pietà dei lettori di Tano</title>
		<link>http://www.infobucci.it/blog/2007/11/18/abbiate-pieta-dei-lettori/#comment-6565</link>
		<dc:creator>Tano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 12:54:06 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, lo ammetto, sono io a non capire</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, lo ammetto, sono io a non capire</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Quale formazione per i giovani collaboratori? di Michela Mosconi</title>
		<link>http://www.infobucci.it/blog/2010/02/22/quale-formazione-per-i-giovani-collaboratori/#comment-6569</link>
		<dc:creator>Michela Mosconi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:42:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.infobucci.it/blog/?p=142#comment-6569</guid>
		<description>é un bell’argomento che vale la pena approfondire. 

Dopo aver scritto un papiro in risposta ad “una tua vecchia considerazione” direi che, per il momento, rimando a quello.

saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>é un bell’argomento che vale la pena approfondire. </p>
<p>Dopo aver scritto un papiro in risposta ad “una tua vecchia considerazione” direi che, per il momento, rimando a quello.</p>
<p>saluti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Abbiate pietà dei lettori di Michela Mosconi</title>
		<link>http://www.infobucci.it/blog/2007/11/18/abbiate-pieta-dei-lettori/#comment-6564</link>
		<dc:creator>Michela Mosconi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:36:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.infobucci.it/blog/2007/11/18/abbiate-pieta-dei-lettori/#comment-6564</guid>
		<description>L’averti incontrato l’altra sera in un locale rockeggiante mi fa pensare che qualche punto in comune per iniziare ad intessere un dialogo costruttivo ci possa essere.

Sono entrata in gamba tesa, è vero. In realtà il post lo avevo letto quasi “in diretta”, scovandolo anni addietro, e mi era sempre rimsto lì, davvero poco digeribile per chi, come me, è un collaboratore da 4 soldi. Ma aspirante giornalista.

Non ti avevo mai risposto proprio perchè non ci conosciamo, e non mi sembrava opportuno intervenire. Poi le vicende di qualche giorno fa, con Riciputi che mi ha espressamente chiamato in causa, mi hanno portato da queste parti. 

Il collega mi scrive, in seguito ad una mia leggerezza su un articolo pubblicato sul Corr Romagna, quotidiano col quale collaboro da anni: “credimi. già 13 anni fa io e bucci prendavamo per il culo Turroni che scriveva le recensione degli spettacoli teatrali dove lui faceva l’attore… GRAZIE PER QUESTA PERLA IO E BUCCI TE NE SIAMO GRATI ERANO ANNI CHE MANCAVANO QUESTE RAFFINATEZZE GIORNALISTICHE grazie di cuore”.

Bene, se me ne siete grati. Immagino di aver contribuito anche io alla tua/vostra cartellina “crimini giornalistici contro l’umanità”, nella redazione del Corriere Cesenate (penso siate l’unica redazione che ne ha una).
Oltretutto che, se conosco Riciputi, a te ti ho giusto incrociato qualche volta in redazione ed “essere presa per il culo da te”, (parole di Riciputi) che manco ti conosco proprio non mi va. Fermo restando che “essere presi per il culo” non è mai costruttivo.

Mi dovrai spiegare anche cosa intendi quando dici che “Cristiano è disposto a perdere tempo con me”. Che ne sai del rapporto professionale mio e di Cristiano? Oltretutto io al collega Riciputi, perlo meno telefonicamente, non lo sento da anni, e che lui “perda tempo per me”, non mi risulta. Se hai informazioni diverse fammele sapere.

Hai ragione quando dici “Stando così le cose, almeno il Corriere cesenate dovrebbe cercare di sottrarsi a questa logica perversa e non fare affidamento su collaboratori che, come tu scrivi: “aiutano a riempire le pagine del giornale”. Quando questo accade io mi indigno. Mi indigno perché il nonostante il Corriere sia impegnato da anni nella formazione dei suoi collaboratori (una vera rarità nel panorama locale) evidentemente non fa ancora abbastanza su questo fronte. Mi indigno perché sogno un Corriere cesenate una spanna avanti agli altri.”

Non ci crederai ma la penso ESATTAMENTE come te. Forse è per questo che mi arrabbio quando non mi viene data la giusta attenzione o non mi sento abbastanza valorizzata. Quando vorrei di più da questo giornale.(Sono andata in Sicilia con la Fisc, sono andata a Roma al Sir. E’ vero, ne ho beneficiato, in parte. Ma non ho mai avuto l’opportunità di venire in redazione, a Cesena, per esempio, a scrivere un articolo “sul campo”, o a impaginare, o a mettere un titolo)

Quello che mi ha fatto arrabbiare leggendo il tuo post, o recependo l’input di Riciputi che mi aveva fatto notare una cosa, è il modo…da terrorista psicologico che hai/avete avuto.

Bucci, non c’era bisogno di linkare il pezzo della ragazza in questione, dove compare anche la sua firma. Perchè, come esempio di cattivo giornalismo, non ci hai messo un tuo pezzo visto che sei abbastanza navigato in campo, o un crimine giornalistico di Riciputi? Così la ragazza in questione fa la figura della sfigata e dell’incopetente, anche se “vi aiuta a riempire le pagine del giornale”. Ho usato questo termine brutale, ma potevo anche scrivere contribuisce alla crescita del giornale: nella fattispecie la ragazza ha raccolto una testimonianza preziosa, e se non l’ha scritta “giornalisticamente corretta” neanche si meritava di essere sbeffeggiata così!!! Chissà se verrà all eprossime mangiate della redazione dopo essersi sentita così brutalmente chiamata in causa. Si parla tanto, li dentro (e giustamente) di dare attenzione alle persone. Beh dietro un giornalista/collaboratore c’è prima di tuto una persona. Se il direttore o la redazione hanno chiesto un pezzo, e a maggior ragione, hanno deciso di pubblicarlo…attenzione alle critiche facili. Tanto più che un pezzo scritto male, viene pur sempre ‘passato’ da un esperto giornalista o da un professionista.

Ecco la mia “caduta di stile”, frase, per la verità nutuata dal buon Riciputi, riferendosi al mio scivolone giornalistico.

Ha ragione per carità, ma se parliamo di savoir faire, e dopo aver letto il tuo post, non sono l’unica ad essere “caduta stilisticamente”

Allo stesso modo, se ho commesso una leggerezza col mio quotidiano, firmando un pezzo (oltretutto ‘leggero’) nel quale comparivo nella foto, qualcuno poteva farmelo notare senza prendermi per il culo, o chiamando in causa te, che manco ti conosco.

Come ho già spiegato a Riciputi, che evidentemente si ostina a non capire, io in questo mestiere ho una gran voglia di imparare. Proprio perchè lo voglio far diventare il lavoro della mia vita. Da inesperta quale sono cerco gente disposta ad aiutarmi nella mia crescita professionale.

Il resto lo lascio ad altri, non mi interessa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’averti incontrato l’altra sera in un locale rockeggiante mi fa pensare che qualche punto in comune per iniziare ad intessere un dialogo costruttivo ci possa essere.</p>
<p>Sono entrata in gamba tesa, è vero. In realtà il post lo avevo letto quasi “in diretta”, scovandolo anni addietro, e mi era sempre rimsto lì, davvero poco digeribile per chi, come me, è un collaboratore da 4 soldi. Ma aspirante giornalista.</p>
<p>Non ti avevo mai risposto proprio perchè non ci conosciamo, e non mi sembrava opportuno intervenire. Poi le vicende di qualche giorno fa, con Riciputi che mi ha espressamente chiamato in causa, mi hanno portato da queste parti. </p>
<p>Il collega mi scrive, in seguito ad una mia leggerezza su un articolo pubblicato sul Corr Romagna, quotidiano col quale collaboro da anni: “credimi. già 13 anni fa io e bucci prendavamo per il culo Turroni che scriveva le recensione degli spettacoli teatrali dove lui faceva l’attore… GRAZIE PER QUESTA PERLA IO E BUCCI TE NE SIAMO GRATI ERANO ANNI CHE MANCAVANO QUESTE RAFFINATEZZE GIORNALISTICHE grazie di cuore”.</p>
<p>Bene, se me ne siete grati. Immagino di aver contribuito anche io alla tua/vostra cartellina “crimini giornalistici contro l’umanità”, nella redazione del Corriere Cesenate (penso siate l’unica redazione che ne ha una).<br />
Oltretutto che, se conosco Riciputi, a te ti ho giusto incrociato qualche volta in redazione ed “essere presa per il culo da te”, (parole di Riciputi) che manco ti conosco proprio non mi va. Fermo restando che “essere presi per il culo” non è mai costruttivo.</p>
<p>Mi dovrai spiegare anche cosa intendi quando dici che “Cristiano è disposto a perdere tempo con me”. Che ne sai del rapporto professionale mio e di Cristiano? Oltretutto io al collega Riciputi, perlo meno telefonicamente, non lo sento da anni, e che lui “perda tempo per me”, non mi risulta. Se hai informazioni diverse fammele sapere.</p>
<p>Hai ragione quando dici “Stando così le cose, almeno il Corriere cesenate dovrebbe cercare di sottrarsi a questa logica perversa e non fare affidamento su collaboratori che, come tu scrivi: “aiutano a riempire le pagine del giornale”. Quando questo accade io mi indigno. Mi indigno perché il nonostante il Corriere sia impegnato da anni nella formazione dei suoi collaboratori (una vera rarità nel panorama locale) evidentemente non fa ancora abbastanza su questo fronte. Mi indigno perché sogno un Corriere cesenate una spanna avanti agli altri.”</p>
<p>Non ci crederai ma la penso ESATTAMENTE come te. Forse è per questo che mi arrabbio quando non mi viene data la giusta attenzione o non mi sento abbastanza valorizzata. Quando vorrei di più da questo giornale.(Sono andata in Sicilia con la Fisc, sono andata a Roma al Sir. E’ vero, ne ho beneficiato, in parte. Ma non ho mai avuto l’opportunità di venire in redazione, a Cesena, per esempio, a scrivere un articolo “sul campo”, o a impaginare, o a mettere un titolo)</p>
<p>Quello che mi ha fatto arrabbiare leggendo il tuo post, o recependo l’input di Riciputi che mi aveva fatto notare una cosa, è il modo…da terrorista psicologico che hai/avete avuto.</p>
<p>Bucci, non c’era bisogno di linkare il pezzo della ragazza in questione, dove compare anche la sua firma. Perchè, come esempio di cattivo giornalismo, non ci hai messo un tuo pezzo visto che sei abbastanza navigato in campo, o un crimine giornalistico di Riciputi? Così la ragazza in questione fa la figura della sfigata e dell’incopetente, anche se “vi aiuta a riempire le pagine del giornale”. Ho usato questo termine brutale, ma potevo anche scrivere contribuisce alla crescita del giornale: nella fattispecie la ragazza ha raccolto una testimonianza preziosa, e se non l’ha scritta “giornalisticamente corretta” neanche si meritava di essere sbeffeggiata così!!! Chissà se verrà all eprossime mangiate della redazione dopo essersi sentita così brutalmente chiamata in causa. Si parla tanto, li dentro (e giustamente) di dare attenzione alle persone. Beh dietro un giornalista/collaboratore c’è prima di tuto una persona. Se il direttore o la redazione hanno chiesto un pezzo, e a maggior ragione, hanno deciso di pubblicarlo…attenzione alle critiche facili. Tanto più che un pezzo scritto male, viene pur sempre ‘passato’ da un esperto giornalista o da un professionista.</p>
<p>Ecco la mia “caduta di stile”, frase, per la verità nutuata dal buon Riciputi, riferendosi al mio scivolone giornalistico.</p>
<p>Ha ragione per carità, ma se parliamo di savoir faire, e dopo aver letto il tuo post, non sono l’unica ad essere “caduta stilisticamente”</p>
<p>Allo stesso modo, se ho commesso una leggerezza col mio quotidiano, firmando un pezzo (oltretutto ‘leggero’) nel quale comparivo nella foto, qualcuno poteva farmelo notare senza prendermi per il culo, o chiamando in causa te, che manco ti conosco.</p>
<p>Come ho già spiegato a Riciputi, che evidentemente si ostina a non capire, io in questo mestiere ho una gran voglia di imparare. Proprio perchè lo voglio far diventare il lavoro della mia vita. Da inesperta quale sono cerco gente disposta ad aiutarmi nella mia crescita professionale.</p>
<p>Il resto lo lascio ad altri, non mi interessa.</p>
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		<title>Commenti su Abbiate pietà dei lettori di Boch</title>
		<link>http://www.infobucci.it/blog/2007/11/18/abbiate-pieta-dei-lettori/#comment-6563</link>
		<dc:creator>Boch</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 10:00:21 +0000</pubDate>
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		<description>@Mosconi
Non abbiamo mai avuto il piacere di presentarci ufficialmente, dato che non ci conosciamo se non di vista. Entrare a gamba tesa in questo mio sito non mi pare il modo migliore per intavolare un dialogo costruttivo. Ma tant’è. Voglio rispondere nel merito alle accuse non per giustificarmi, bensì per cogliere l’occasione di una più generale riflessione sulla formazione ed il ruolo dei collaboratori in ambito giornalistico.

Questo vecchio post, che rispecchia in modo fedele il mio modo di fare nonostante risalga a fine 2007, può essere considerato una caduta di stile? Può darsi. Ma non sempre lo stile giova alla formazione. Lo affermo, con un certo margine di sicurezza, per aver sperimentato io per primo la veridicità di questa affermazione. 

Per meglio argomentare apro una parentesi personale. Ho mosso i primi passi, giornalisticamente parlando, al Corriere Cesenate ma non è lì, bensì al Resto del Carlino che ho vissuto i momenti più intensi della mia formazione. In quegli anni (fine secolo) non poteva essere diversamente dato che il Corriere non disponeva di una redazione vera e propria, se si esclude una disadorna stanzetta a Palazzo Ghini. I giornalisti di allora consegnavano gli articoli per il Corriere (battuti a macchina o su floppy) direttamente in tipografia, dove si trattenevano poi in riunioni semi-carbonare. 

Formarsi nella redazione di un quotidiano locale era una strada obbligata per noi, tanto più che all’orizzonte si profilava l’avvio di una redazione tutta nostra (inaugurata nel marzo 2002). Una redazione che, a quei tempi, sognavamo in grado di formare/sfornare nuove leve, di dare opportunità di crescita ai giovani giornalisti (in collegamento con Fisc e Sir) un tempo impensabili a Cesena e dintorni. Opportunità delle quali anche tu hai poi beneficiato.

Al Carlino, ad ogni modo, l’avvio non fu dei più semplici per me. Nonostante scrivessi già da tempo non mi veniva perdonato nulla e, ti dirò, sono lieto che le cose siano andate in questo modo. Al minimo errore, sottovalutazione o taglio errato del pezzo, il foglio con la bozza di articolo veniva stracciato in faccia all’interessato con tanto di urlacci al seguito. Il tutto, ovviamente, in pubblico e nel ludibrio partecipe della redazione. Ogni tentativo di giustificazione veniva stroncato sul nascere. L’unica alternativa possibile consisteva nel girare i tacchi e nel ripartire da zero a testa bassa.

Eccessivo? Alienante? Pedagogicamente obsoleto? Può essere. Ma funzionava, eccome. Sulla base di quelle premesse nacque, all’avvio della nuova redazione del Corriere, la cartellina dei “crimini giornalistici”. Pezzi da raccogliere in maniera certosina per poi sbatterli in faccia agli interessati. Perché non si finisce mai di imparare. E, in questo campo, impare con una legnata in faccia porta più benefici di quanto possa sembrare. Come ebbi modo di dire una volta in redazione con il mio consueto modo di argomentare politically incorrect: “bisognerebbe sempre essere pronti ad ingoiare con umiltà badilate su badilate di merda”.

Purtroppo al giorno d’oggi in molte redazioni di quotidiani non esiste più una vera gavetta per i collaboratori. Questo perché le pagine sono aumentate a dismisura nel giro di appena 10 anni mentre le persone disposte a scrivere per pochi euro a pezzo stanno diminuendo. Così, quasi sempre, i veterani si limitano ad imbarcare carne da cannone fresca, in grado di garantire alla redazione un congruo numero di pezzi. Almeno per qualche mese o qualche anno. Non c’è tempo per la formazione e non ci si può più permettere di far la faccia truce con i nuovi arrivati: il rischio che il collaboratore apra gli occhi e se ne vada è troppo alto.

Stando così le cose, almeno il Corriere cesenate dovrebbe cercare di sottrarsi a questa logica perversa e non fare affidamento su collaboratori che, come tu scrivi: “aiutano a riempire le pagine del giornale”. Quando questo accade io mi indigno. Mi indigno perché il nonostante il Corriere sia impegnato da anni nella formazione dei suoi collaboratori (una vera rarità nel panorama locale) evidentemente non fa ancora abbastanza su questo fronte. Mi indigno perché sogno un Corriere cesenate una spanna avanti agli altri. 

Pubblicare degli articoli “per riempire le pagine” rappresenta una sconfitta tanto per il giornale quanto per l’autore del pezzo. Il fatto che un collaboratore non scriva abitualmente per il giornale (come nel caso citato nel mio post e nel tuo commento) costituisce, a mio avviso, un’aggravante piuttosto che una giustificazione. Nostro esclusivo punto di riferimento sono e devono rimanere i lettori, che meritano articoli degni di questo nome. Per chi vuole mandare testimonianze o racconti strappalacrime c’è sempre a disposizione la pagina delle lettere o, al massimo, dei box in corsivo a corredo di articoli principali.

Permettimi ora una postilla in conclusione. Vero è, come affermi, che il sottoscritto non è ancora iscritto all’elenco dei professionisti: in attesa di averne la possibilità continuo ad albergare nell’elenco dei pubblicisti del nostro Ordine. Ad ogni modo esercito questa professione in via esclusiva da anni e questo mestiere mi permette di arrivare in maniera decorosa a fine mese. Come tutti ho ancora moltissimo da imparare, ma qualche titolo sul campo penso di essermelo guadagnato. Il nostro essere schietti e a volte truci (nel caso mio e di Cristiano) non dev’essere scambiato per sadismo ma inquadrato nel contesto esposto in precedenza.

Se poi preferisci ignorare i consigli di chi è disposto a perdere tempo per te (mi riferisco espressamente a Cristiano) e tirare dritto per la tua strada nessuno te lo impedisce.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mosconi<br />
Non abbiamo mai avuto il piacere di presentarci ufficialmente, dato che non ci conosciamo se non di vista. Entrare a gamba tesa in questo mio sito non mi pare il modo migliore per intavolare un dialogo costruttivo. Ma tant’è. Voglio rispondere nel merito alle accuse non per giustificarmi, bensì per cogliere l’occasione di una più generale riflessione sulla formazione ed il ruolo dei collaboratori in ambito giornalistico.</p>
<p>Questo vecchio post, che rispecchia in modo fedele il mio modo di fare nonostante risalga a fine 2007, può essere considerato una caduta di stile? Può darsi. Ma non sempre lo stile giova alla formazione. Lo affermo, con un certo margine di sicurezza, per aver sperimentato io per primo la veridicità di questa affermazione. </p>
<p>Per meglio argomentare apro una parentesi personale. Ho mosso i primi passi, giornalisticamente parlando, al Corriere Cesenate ma non è lì, bensì al Resto del Carlino che ho vissuto i momenti più intensi della mia formazione. In quegli anni (fine secolo) non poteva essere diversamente dato che il Corriere non disponeva di una redazione vera e propria, se si esclude una disadorna stanzetta a Palazzo Ghini. I giornalisti di allora consegnavano gli articoli per il Corriere (battuti a macchina o su floppy) direttamente in tipografia, dove si trattenevano poi in riunioni semi-carbonare. </p>
<p>Formarsi nella redazione di un quotidiano locale era una strada obbligata per noi, tanto più che all’orizzonte si profilava l’avvio di una redazione tutta nostra (inaugurata nel marzo 2002). Una redazione che, a quei tempi, sognavamo in grado di formare/sfornare nuove leve, di dare opportunità di crescita ai giovani giornalisti (in collegamento con Fisc e Sir) un tempo impensabili a Cesena e dintorni. Opportunità delle quali anche tu hai poi beneficiato.</p>
<p>Al Carlino, ad ogni modo, l’avvio non fu dei più semplici per me. Nonostante scrivessi già da tempo non mi veniva perdonato nulla e, ti dirò, sono lieto che le cose siano andate in questo modo. Al minimo errore, sottovalutazione o taglio errato del pezzo, il foglio con la bozza di articolo veniva stracciato in faccia all’interessato con tanto di urlacci al seguito. Il tutto, ovviamente, in pubblico e nel ludibrio partecipe della redazione. Ogni tentativo di giustificazione veniva stroncato sul nascere. L’unica alternativa possibile consisteva nel girare i tacchi e nel ripartire da zero a testa bassa.</p>
<p>Eccessivo? Alienante? Pedagogicamente obsoleto? Può essere. Ma funzionava, eccome. Sulla base di quelle premesse nacque, all’avvio della nuova redazione del Corriere, la cartellina dei “crimini giornalistici”. Pezzi da raccogliere in maniera certosina per poi sbatterli in faccia agli interessati. Perché non si finisce mai di imparare. E, in questo campo, impare con una legnata in faccia porta più benefici di quanto possa sembrare. Come ebbi modo di dire una volta in redazione con il mio consueto modo di argomentare politically incorrect: “bisognerebbe sempre essere pronti ad ingoiare con umiltà badilate su badilate di merda”.</p>
<p>Purtroppo al giorno d’oggi in molte redazioni di quotidiani non esiste più una vera gavetta per i collaboratori. Questo perché le pagine sono aumentate a dismisura nel giro di appena 10 anni mentre le persone disposte a scrivere per pochi euro a pezzo stanno diminuendo. Così, quasi sempre, i veterani si limitano ad imbarcare carne da cannone fresca, in grado di garantire alla redazione un congruo numero di pezzi. Almeno per qualche mese o qualche anno. Non c’è tempo per la formazione e non ci si può più permettere di far la faccia truce con i nuovi arrivati: il rischio che il collaboratore apra gli occhi e se ne vada è troppo alto.</p>
<p>Stando così le cose, almeno il Corriere cesenate dovrebbe cercare di sottrarsi a questa logica perversa e non fare affidamento su collaboratori che, come tu scrivi: “aiutano a riempire le pagine del giornale”. Quando questo accade io mi indigno. Mi indigno perché il nonostante il Corriere sia impegnato da anni nella formazione dei suoi collaboratori (una vera rarità nel panorama locale) evidentemente non fa ancora abbastanza su questo fronte. Mi indigno perché sogno un Corriere cesenate una spanna avanti agli altri. </p>
<p>Pubblicare degli articoli “per riempire le pagine” rappresenta una sconfitta tanto per il giornale quanto per l’autore del pezzo. Il fatto che un collaboratore non scriva abitualmente per il giornale (come nel caso citato nel mio post e nel tuo commento) costituisce, a mio avviso, un’aggravante piuttosto che una giustificazione. Nostro esclusivo punto di riferimento sono e devono rimanere i lettori, che meritano articoli degni di questo nome. Per chi vuole mandare testimonianze o racconti strappalacrime c’è sempre a disposizione la pagina delle lettere o, al massimo, dei box in corsivo a corredo di articoli principali.</p>
<p>Permettimi ora una postilla in conclusione. Vero è, come affermi, che il sottoscritto non è ancora iscritto all’elenco dei professionisti: in attesa di averne la possibilità continuo ad albergare nell’elenco dei pubblicisti del nostro Ordine. Ad ogni modo esercito questa professione in via esclusiva da anni e questo mestiere mi permette di arrivare in maniera decorosa a fine mese. Come tutti ho ancora moltissimo da imparare, ma qualche titolo sul campo penso di essermelo guadagnato. Il nostro essere schietti e a volte truci (nel caso mio e di Cristiano) non dev’essere scambiato per sadismo ma inquadrato nel contesto esposto in precedenza.</p>
<p>Se poi preferisci ignorare i consigli di chi è disposto a perdere tempo per te (mi riferisco espressamente a Cristiano) e tirare dritto per la tua strada nessuno te lo impedisce.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Abbiate pietà dei lettori di Michela Mosconi</title>
		<link>http://www.infobucci.it/blog/2007/11/18/abbiate-pieta-dei-lettori/#comment-6562</link>
		<dc:creator>Michela Mosconi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 14:09:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.infobucci.it/blog/2007/11/18/abbiate-pieta-dei-lettori/#comment-6562</guid>
		<description>Bucci, la tua “rabbia accendila” per cose ben più gravi di questa. Addirittura “indignato”?
E per cosa? Per un pezzo di una collaboratrice del Corriere Cesenate, che come tanti altri, vi aiuta a riempire le pagine del giornale?

Oltretutto che:
1) non sei un professionista del mestiere quindi certe filippiche lasciale, magari, a qualcun altro;
2) la ragazza in questione, della quale non ti fai scrupoli a linkare il pezzo che tanto scalpore ha suscitato, non mi pare sia un’esperta di comunicazione ma mi risulta che il suo campo di lavoro sia ben altro.

Facile fare il duro coi deboli! Facile sputtanare in pubblica piazza un articolo scritto da una collaboratrice non professionista che si occupa d’altro.

Una “caduta di stile” non da poco, direi. 
(sul virgolettato chiedere al collega Riciputi).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bucci, la tua “rabbia accendila” per cose ben più gravi di questa. Addirittura “indignato”?<br />
E per cosa? Per un pezzo di una collaboratrice del Corriere Cesenate, che come tanti altri, vi aiuta a riempire le pagine del giornale?</p>
<p>Oltretutto che:<br />
1) non sei un professionista del mestiere quindi certe filippiche lasciale, magari, a qualcun altro;<br />
2) la ragazza in questione, della quale non ti fai scrupoli a linkare il pezzo che tanto scalpore ha suscitato, non mi pare sia un’esperta di comunicazione ma mi risulta che il suo campo di lavoro sia ben altro.</p>
<p>Facile fare il duro coi deboli! Facile sputtanare in pubblica piazza un articolo scritto da una collaboratrice non professionista che si occupa d’altro.</p>
<p>Una “caduta di stile” non da poco, direi.<br />
(sul virgolettato chiedere al collega Riciputi).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su In punta di piedi di millina</title>
		<link>http://www.infobucci.it/blog/2006/02/02/in-punta-di-piedi/#comment-6509</link>
		<dc:creator>millina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 18:04:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.infobucci.it/blog/2006/02/02/in-punta-di-piedi/#comment-6509</guid>
		<description>CIAO!!!!!!.....IO HO LA PUNTE DA UN PO&#039; DI ANNI VI ASSICURO CHE E&#039; UNA TORTURA:esce sangue,tagli,lividi,sbucciature....TT COSI&#039;
CIAO!! CIAO!! PS VALERIA SONO BELLISSIME.....IO MI SENTO UNA PRINCIPESSA QUNDO CI SONO SOPRA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CIAO!!!!!!&#8230;..IO HO LA PUNTE DA UN PO&#8217; DI ANNI VI ASSICURO CHE E&#8217; UNA TORTURA:esce sangue,tagli,lividi,sbucciature&#8230;.TT COSI&#8217;<br />
CIAO!! CIAO!! PS VALERIA SONO BELLISSIME&#8230;..IO MI SENTO UNA PRINCIPESSA QUNDO CI SONO SOPRA</p>
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	</item>
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