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Il B-side del giornalista sportivo

Serata piacevole quella di sabato scorso al Jammin di Longiano.
Anche se la gente presente alla festa organizzata dall’Atletico Malatesta era davvero tanta, forse troppa.

Io sono arrivato “ad orari Boch”, come direbbe qualcuno, piombando nel mezzo di un gradevole filotto di musica italiana d’annata.

Ma la vera sorpresa è stata quando in console è salito tale “Dj Eric“.
Ripensando a chi aveva organizzato la festa, l’annuncio di quel nome mi ha fatto scattare subito un moto di curiosità.
Il mio sesto senso non sbagliava: era proprio Eric Malatesta, conosciuto dai più come giornalista sportivo per il Corriere Romagna e per il Corriere Cesenate, nonché inviato di Radio Bruno.

Decisamente all’insegna dei “piccoli classici” (vecchi e nuovi) la sua selezione, molto gradita dalla pista, che ha visto alternarsi Mike Oldfield & Maggie Reilly, i Police, le Hole, i Jet, Kaiser Chiefs, U2 e Radiohead, solo per citarne alcuni.
Una selezione troppo commerciale? Forse, ma era tutto “mainstream del cuore” e ci metterei la firma per ballarlo ancora 🙂

P.S.
C’è chi dice di avere visto a Longiano anche dei VIP del ravennate in trasferta 😀

Spagnoli taroccati

emanuel

Quando oggi pomeriggio Zonda mi ha avvisato della cosa ho sobbalzato, stentando a crederlo. Ma è tutto vero.

Giovedì 10 maggio al Bronson di Ravenna suoneranno gli I’M FROM BARCELONA. Praticamente gli autori di quello che è stato l’asse portante della mia colonna sonora primaveril-estiva 2006.

So benissimo che questo gruppo svedese, che tira in ballo la Spagna ma che canta in inglese, è sconosciuto ai più (Compagnia delle Indie esclusa :P). Ma personalmente, lo ritengo un appuntamento imperdibile.

Già mi sono perso, parlando di Bronson, gli Okkervil River nel novembre scorso. E se ci ripenso ancora me ne rammarico. Gli IMFB non devono seguire egual sorte!

P.S. Alla faccia di Fringui e del concerto della Mannoia 😛

Fiat Indie

Tra chi si intende di automobili sento spesso dire che, da qualche tempo a questa parte, alla Fiat la musica è cambiata. Dopo anni passati a produrre macchine plasticose e inaffidabili, sembra che negli uffici del gruppo torinese spiri una nuova aria di attenzione al cliente. Tanto che modelli come la nuova Croma, la nuova Panda o la Grande Punto stanno risollevando i disastrati conti della società.

Non essendo un esperto del settore non posso confermare o meno. Del resto mi ritengo soddisfatto della mia signora Punto del ’97. E, tutto sommato, non mi crucciavo nemmeno troppo a girare fino all’anno scorso in una mitica Uno dell’83 con più di 250mila chilometri sul groppone.

Ma la prova definitiva che la musica in casa Fiat sia cambiata mi è giunta oggi quando, a casa per pranzo (evento assai raro), in attesa del TG mi sono imbattuto nel nuovo spot dello Scudo.
Protagonista dello stesso è un Michael Schumacher giardiniere – antennista – chauffeur accompagnato musicalmente dalle Pipettes!
La colonna sonora, infatti, è ABC tratta dall’album “We are the Pipettes“. Complimenti agli autori della pubblicità per la scelta! 🙂

Domandona: sarà la Fiat ad essere diventata Indie, o sono le Pipettes ormai ad avere abbracciato in toto il mainstream?

P.S.
Chi rimanesse colpito dallo spot e volesse maggiori informazioni sull’oggetto della pubblicità rischierebbe di rimanere deluso.
Pare che all’indirizzo http://www.veicolicommerciali.fiat.com/ ci siano problemi, dato che viene visualizzata questa roba:

Non esattamente un bel biglietto da visita per chi vuole trasmettere un’immagine di affidabilità :/

Schegge dal tritatutto

Officina49

Solo ora mi accorgo che le mie foto scattate col cellulare (a mo’ di ricordo personale, dunque senza velleità di alcun tipo) al concerto dei “Le man avec les lunettes” sono state pubblicate anche sul loro sito con tanto di citazione: quale onore! 🙂

Avevo mai scritto di essere stato al concerto cesenate dei lunettosi, la settimana scorsa all’Officina49? Di essermi lasciato catturare dalla loro musica? Di aver addirittura comprato il loro doppio mini-CD pubblicato insieme alle svedesi Rough Bunnies? No, mai. Ora l’ho fatto! 😛

In colpevole ritardo, dato che questo blog, come ben sa chi mi conosce, non è altro che la punta dell’iceberg di una vita piuttosto sregolata. Tanto che, dall’ultimo aggiornamento me ne sono accadute “di ogni”: dai tentativi di emulare la banda di Full Monty (un progetto da far tremare le vene ai polsi!) fino ad una udienza privata con il Pontefice, da giornate di lavoro intensissimo a nottate di ballo e mondanità per la Romagna…

Quest’ultimo week-end, in compenso, è stato vissuto all’insegna del polleggio. Dopo aver rinunciato in extremis, venerdì pomeriggio, a raggiungere Zonda & co. a Milano al compleanno di Rock.it (causa sciopero dei mezzi pubblici), mi sono concesso una piacevole serata Airpop al Diagonal + Capannina c/o Vidia con Pullo ospite d’eccezione ai piatti. Per dedicarmi poi ad un sabato e domenica di relax, tra casa, Cesenatico e l’immancabile aperitivo domenicale degli Irresistibili©.

Due settimane intense, con un solo rimpianto: non essermi portato due palloni gonfiabili, di quelli da spiaggia, in Vaticano. Avevo avuto l’idea di mettermi a giocare a palla in sala Clementina durante l’udienza con Ratzy, sulla falsariga di Crozza… chissà se le guardie svizzere mi avrebbero affettato? 😛

Ossessioni musicali

Nelle ultime settimane mi ritrovo quotidianamente ad ascoltare, nella fida autoradio, i Boston. E sarebbe semplicemente riduttivo classificare come “ancora attuale” un album uscito ben trent’anni fa. Quel disco, per dirla alla Asiula, è proprio “una roba granda” 😀

Devo assolutamente ringraziare il mitico Porlock, che me li ha fatti conoscere, spacciatore di un cd misto zeppo di interessanti suggestioni musicali.

E, a proposito di musica che merita, non possono passare sotto silenzio le serate del doppio duo ZondaSeek + Airpop all’Ex-machina di Forlì, un intero ciclo all’insegna dell’Indie-pop-rock.

Ci faranno rimpiangere Losing my badge o inaugureranno un nuovo trend? Nell’attesa del 25 novembre, cominciamo a scaldare i piedi… 😉

Dopo di noi, il diluvio

Lo scorso fine settimana di acqua a catinelle ha sancito la fine dell’estate. Ma non poteva essere veramente finita senza una degna chiusura musicale. Non potevo rassegnarmi a dare l’addio alla bella stagione in silenzio, dopo il mare di note ascoltato nei mesi passati.

Ecco perché ho fatto il possibile per poter essere presente all’Hana-Bi di Marina di Ravenna, nonostante le incertezze metereologiche e la stanchezza per aver percorso duecento chilometri alla guida sotto un’acqua scrosciante (ero di ritorno da un week-end senese con la Fra).

Dato che Zonda non rispondeva al cellulare mi sono diretto a Marina sicuro di trovarlo già in consolle… e invece alle 18.30 all’Hana-Bi non c’era quasi nessuno.
Lo stesso Chris appariva scettico sulle possibilità della serata. Il clima era da bandiera bianca, e Zonda aveva annunciato telefonicamente il suo forfait.

Ma è passato giusto il tempo di andare a passeggiare in spiaggia, meditando accanto al mare mosso, che qualcosa è cambiato. Prima sono arrivati gli Airpop e relativa banda. Poi, con la loro musica, l’atmosfera si è scaldata. I pochi coraggiosi avventuratisi fin sotto la tettoia dell’Hana-Bi erano rincuorati dalle loro selezioni. Qualcuno persino ha cominciato a ballare. Da lì in poi è stata tutta in discesa 🙂

Una tempesta di Sms di persone diverse ha convinto Zonda a raggiungerci. E al suo arrivo, prendendo il posto di Pullo ai piatti, ci ha stupito con una selezione musicale ai limiti del punk.

Ballare sotto ad una tettoia, circondati da un muro d’acqua e col pavimento che si stava lentamente allagando, è stata un’esperienza surreale. Ma bellissima! Eravamo carichissimi, dei veri ultras Indie 😛

Purtroppo la batteria della macchina digitale mi ha abbandonato proprio sul più bello. Chi volesse farsi un’idea della serata, però, può dare un’occhiata alle foto degli Airpop 😉

Ora, non resta che aspettare la riapertura del Bronson il 7 ottobre. Nessun “Après nous, le déluge”, dunque, mia cara marchesa di Pompadour. Passato l’Hana-Bi, ed il diluvio atmosferico, la buona musica fortunatamente continuerà…

Airpop toscani

Che gli Airpop “tracciassero la strada” in Romagna per quanto riguarda le novità musicali del sound brit ormai è risaputo in zona.
Chi ha avuto modo di ascoltare la loro selezione musicale al Diagonal di Forlì o all’Hana-Bi di Marina di Ravenna lo sa bene.

Quello che a molti sfugge, però, e che il buon duo Bandini & Mattioli tracci la strada anche nel senso letterale del termine!
E se parlo, è per esperienza personale. Il fine-settimana passato ero a Siena e, passeggiando per le vie del centro, mi sono imbattuto in questo cartello:

Continuando a camminare per il centro sono giunto poi in questa via:

Insomma, gira che rigiri, trovi sempre un Airpop sul tuo cammino! 😀

Troppo vecchio per Riccione?

Ieri sera, dopo essermi liberato dalle incombenze “lavorative” a mezzanotte passata (dovevo seguire uno spettacolo per il Tg) ho commesso un errore insano.
Anziché raggiungere Zonda a Cesenatico (anche se sarebbe stato comunque tardi per il concerto di Sam Paglia, il “padrino della musica Lounge”) ho raggiunto i Faccioni a Riccione.

Ora, non c’è nulla di male nel raggiungere i Faccioni in quanto tali. Il guaio sta nel luogo: Riccione, il regno dei truzzi e della musica spazzatura.
Pensavo, speravo, di capitare comunque in un ambiente musicalmente passabile dato che mi avevano detto di essere andati a ballare in spiaggia; per l’esattezza al Marano, l’area nord di Riccione un tempo degradata e che da qualche anno rivaleggia con Marina di Ravenna.
I miei fiochi barlumi di speranza, invece, sono stati presto spazzati via. Spiaggia o no, la musica era disgustosa. Un continuo, barbaro, incessante unc’-unc’-unc’ house.
Tutti i bagni, poi, sembravano coalizzati e trasmettevano la stessa merda, dall‘Hakuna-matata al Paradise, passando per il Mojito. Una sorta di filodiffusione dell’orrore.

Mi sono ridotto quindi a transumare con i Faccioni da un bagno all’altro alla ricerca di qualcosa di ascoltabile (non dico del rock, ma mi sarei accontentato anche di un po’ di pop…), stretto come una sardina in un carnaio solo all’apparenza umano, composto di tamarri, figazze, buzzurroni e adolescenti stralunati.

Se questo è il famoso Marano, beh tenetevelo pure. Certamente, anche Marina di Ravenna è piena di posti simili (e con un traffico automobilistico allo stesso delirante livello, se non peggiore). Ma lì almeno so di poter contare sull’oasi musicale rappresentata dall’Hana-Bi.

Mentre come ‘ambiente’, rispetto a Riccione mi trovo decisamente più a mio agio sulla spiaggia e nei locali della ‘provinciale’ Cesenatico.

La salvezza della serata è stato aver deciso di prendere da bere (al ‘modico’ prezzo di 7 euro per un cocktail, come ormai norma in tutta la riviera) e staccarci dalla bolgia. Un’oretta in fondo alla spiaggia a chiacchierare con gli amici (con telecronaca dei ‘canolicchi’ curata da Beppe…) può risollevare anche la più storta delle serate 🙂

Froggin’ around

Piacevole serata quella di domenica scorsa in quel dell’Hana-bi di Marina di Ravenna. L’ultima ora di musica ha avuto come protagonisti alla console Zonda e Seek nei panni del duo ZondaSeek DJset.

Il logo dell’evento vedeva campeggiare un bel Kermit sorridente, per cui il filo conduttore non poteva altro che essere quello delle rane. Difatti l’apertura è stata riservata al tema di Frogger, un videogame classico del lontano ’81. Una decisione che, dopo qualche attimo di sconcerto iniziale, è stata recepita di buon grado dai presenti che hanno cominciato a saltare ed applaudire.

Poi l’onda è calata, la pista si è svuotata e a ballare sono rimasti pochi irriducibili. Colpa dell’ora tarda o di selezioni musicali troppo ardite? Dopo ore passate a dimenarsi con i successi proposti da dj Trinity e dagli Stivs, qualcuno potrebbe aver approfittato di qualche brano non eccessivamente conosciuto per prendersi una pausa.

Onore comunque a Zonda che incurante dell’insegnamento evangelico ha voluto proporre brani meritevoli e inconsueti. E che non ha esitato a cambiare la scaletta iniziale per riportare la gente in pista con David Bowie, Babyshamble e Arctic Monkeys. E’ sempre difficile trovare un punto d’equilibrio tra il proprio percorso artistico e le esigenze del volgo. Ma forse Zonda, scegliendo Frogger come apertura, già sapeva che la serata sarebbe stata irta di ostacoli da schivare.

Per questo io valuto più che positivamente la loro prestazione, checché ne pensino i diretti interessati. Non solo sul piano della scena e della coreografia, con cartelli surreali e rane origami gettate a profusione sul pubblico, quanto sul piano prettamente musicale e della selezione. Scontrandosi con la realtà delle cose, Zonda e Seek hanno dovuto mediare tra la propria cultura musicale ‘elitaria’ e le aspettative dell’avventore comune (tra i quali certamente mi annovero). Così, con una mano hanno seminato, con l’altra accontentato. Facendo metabolizzare alcuni brani, in futuro saranno in grado di espandere gli orizzonti musicali dei loro ascoltatori.

Io mi aspetto grandi cose 😉