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Ossessioni musicali

Nelle ultime settimane mi ritrovo quotidianamente ad ascoltare, nella fida autoradio, i Boston. E sarebbe semplicemente riduttivo classificare come “ancora attuale” un album uscito ben trent’anni fa. Quel disco, per dirla alla Asiula, è proprio “una roba granda” 😀

Devo assolutamente ringraziare il mitico Porlock, che me li ha fatti conoscere, spacciatore di un cd misto zeppo di interessanti suggestioni musicali.

E, a proposito di musica che merita, non possono passare sotto silenzio le serate del doppio duo ZondaSeek + Airpop all’Ex-machina di Forlì, un intero ciclo all’insegna dell’Indie-pop-rock.

Ci faranno rimpiangere Losing my badge o inaugureranno un nuovo trend? Nell’attesa del 25 novembre, cominciamo a scaldare i piedi… 😉

Musica oltre i pregiudizi

Io li ho visti. Pieni di vita, giovani, qualcuno quasi brufoloso. Io li ho avuti accanto, erano al tavolo con me, a condividere la stessa cena. E fischiettavano motivi, parlavano di viaggi. Io ho li ho conosciuti. E non potete dirmi, accecati come siete dall’odio e dall’ideologia, che sono assassini, che sono macchine, robot di morte.

Io ho cenato con dei soldati israeliani. Un gruppo di ragazzi e ragazze, poco più che maggiorenni, della IDF Chamber Orchestra, l’orchestra da camera delle Forze armate israeliane.
E’ successo la settimana scorsa a Milano, a margine del convegno nazionale della “Federazione delle associazioni di amicizia Italia-Israele“.

La sera successiva quei giovani avrebbero tenuto un concerto al Palazzo reale di Milano, nella sala delle otto colonne. A noi convegnisti, però, è stata data l’occasione di ascoltarli in anteprima. Finiti i secondi piatti, il gruppo si è alzato per suonare violini e violoncelli. Non esagero nel dire che la loro performance è stata un’anticipazione del dolce.

Il linguaggio della musica in genere apre i cuori. Così è stato per noi, così dovrebbe essere. Ma evidentemente non è così per quegli ottusi “pacifinti” che non perdono occasione di accusare Israele di ogni nefandezza. L’ISM-Italia, un movimento che si prefigge il boicottaggio dello Stato di Israele, ha diramato un comunicato stampa nel quale gli archi dell’orchestra vengono addirittura chiamati “antiche armi”.
Come se gli israeliani fossero mostri assetati di sangue, pronti persino a snaturare un violino pur di scoccare frecce e uccidere qualcuno.

Anche la mostra sull’arte israeliana di Milano, un’occasione unica per capire meglio la complessa realtà di quel paese, è stata presa ad ennesimo pretesto per spargere menzogne su Israele, venendo bollata come “propaganda di guerra”.

Che tristezza. Fino a che punto un’ideologia può rendere ciechi?

Tubthumping

Stremato

“I get knocked down but I get up again
You’re never gonna keep me down”

Una settimana di tosse, rincoglionimento, stanchezza precoce.

Ieri mi sono rassegnato ad andare dal medico. Quella che sembrava una bronchite dovrebbe essere in realtà una laringite causata da problemi intestinali (!). Comunque un po’ c’entrano anche i bronchi.

In ogni caso, non se ne può più. Tosse a parte, alle nove di sera son già cotto… e gli impegni saltano.

Come questa sera, in cui ho dovuto dire addio alla serata Godzilla al Diagonal :/

Hey ho, let’s go!

Ieri ho ricevuto una telefonata dalla redazione centrale di Rimini. Era uno dei miei validi capiredattori: «Vedi Boch, il tuo servizio di ieri andava bene ma… ehm, dovresti leggerlo con più tono. Guarda, prima di registrare il prossimo… ascoltati i Ramones!».

Palladini Un’osservazione più che calzante dato che, in confronto a me, i primi telegiornalisti Rai potrebbero sembrare persino dei cantanti hip-hop.
Ho impiegato mesi di prove prima di avere una voce semi-decorosa in video, angustiato come sono da “S romagnola”, tono smorto, “R moscia” e ritmo da tartaruga.
E nonostante questo non mi piaccio ancora per nulla. D’altronde dopo 9 anni passati a lavorare solo per la carta stampata sapevo benissimo che non sarebbe stata una passeggiata passare al telegiornale.

Quello che mi ha colpito però non è stata l’osservazione, giusta e sacrosanta, in sé. Quanto il riferimento diretto ai Ramones. Le radici del punk! Un gruppo formatosi appena un paio di mesi prima che io nascessi. Una capitolo imprescindibile nella storia del rock.

Come si può ignorare un consiglio tanto saggio? Prepariamoci a pogare 🙂

Ramones in Toronto at New Yorker Cinema (9-oct-1977)

Qualcuno sa perché

Sono più che onorato dal fatto di aver ricevuto da Zonda un “premio della critica” per il blog!

Tanto più che questo spazio è nato non tanto per essere letto dalle masse, ma principalmente per aggiornare i miei amici lontani su quel che mi frulla per la mente o per raccogliere catarticamente gli sfoghi, i deliri ed i commenti di un modesto giornalista-cronista (che sul lavoro può riportare i fatti solo se ben slegati dalle opinioni…).

Così, come piccolo omaggio, voglio dedicare al buon m’Ar(o questa canzone-blob (“oldissima but lollissima” come direbbe lui), rifacimento di un ben noto componimento degli Offlaga che ascoltavo spesso proprio nei giorni in cui questo blog veniva alla luce.

Che bei tempi quando, giocando ai videogame del bar, si poteva abbattere “L’astronave da 300 punti… di Che Guevara” 😛

P.S.
Per chi ha capito poco o nulla di questo post: il video della canzone originale, non parodiata, degli Offlaga è disponibile sul sito ufficiale (richiede QuickTime installato) oppure su YouTube.

Quei simpaticoni dell’UCSI

Logo UcsiSono passati ormai tre anni e mezzo da quando, un po’ per idealismo un po’ per tener compagnia a certi miei colleghi, decisi di iscrivermi all’UCSI.

L’acronimo sta per “Unione cattolica stampa italiana“, un’associazione di categoria che si propone l’elevamento culturale e spirituale dei giornalisti membri. Un’opera meritoria, da raggiungersi per mezzo di incontri, convegni e scritti.
Già, gli scritti! Come quelli raccolti nella rivista Desk, un periodico che pubblica interventi e piccoli saggi sulla comunicazione redatti da firme prestigiose.

Ora, l’abbonamento a Desk doveva essere incluso nella quota associativa. Eppure, per tre anni non ho mai ricevuto un numero della rivista. E come me, parecchi miei colleghi. Disguidi delle poste? Pastoie burocratiche? Tesorieri che si imboscavano le nostre quote? Non ci è dato di saperlo!

Se non che, nel gennaio scorso, a causa di un impegno non ho partecipato all’incontro annuale dell’Ucsi a Bologna. Così non ho potuto rinnovare la tessera. E il miracolo è avvenuto: qualche giorno fa, nella cassetta della posta, ho ricevuto la mia prima copia di Desk dopo anni di vane attese. Da non crederci!

E ora che faccio, rinnovo? 😛

All night disco coffin

L’esperimento è fallito. Ma i risultati sono comunque incoraggianti.

In un’epoca nella quale la Scienza sembra essere ormai capace di varcare qualsiasi traguardo, io mi ero ripromesso un’impresa impossibile: portare la Fra a ballare.

Ora chi la conosce sa che lei non balla. Mai. E non frequenta luoghi dove si balla. Mai. Né interagisce con persone dedite al ballo. Provare a confutare questi assiomi potrà solo esporre il malcapitato ad una furia degna del migliore Chuck Norris.

Ebbene io, incurante del pericolo e di possibili calci rotanti, l’ho trascinata lo scorso fine settimana all’Hana-Bi di Marina di Ravenna.
In occasione della notte rosa dietro la consolle ci sarebbero stati niente popò di meno che Mark Zonda e Matt Share, ossia il DjSet ZondaSeek, per non parlare di quel duo risolvi-serata degli Airpop, alias Bando e Robbie.

Pensavo che, di ritorno da una visita notturna ai mosaici di Ravenna, una capatina in riva al mare non sarebbe stata una tragedia. Ma l’esperimento, come dicevo, in un certo senso è fallito dato che “la Spagogna” (come è conosciuta dalla maggior parte dei miei amici) per tutta la serata è rimasta ostinatamente seduta in disparte. Complice anche il fatto che, con un traffico impazzito lungo tutta la Riviera, ci siamo dovuti fare una buona mezz’ora a piedi per raggiungere l’Hana-Bi.

Combattuto tra la morosa e la pista, ho ceduto in favore di quest’ultima solo con l’arrivo in console degli Airpop. A tutto c’è un limite, anche agli sforzi per privarmi del ballo restando accanto ad una persona loquace quanto una cassa di Libici. Ma, nonostante tutto, ho apprezzato che per un volta la Fra abbia voluto sfidare i suoi, di limiti, per seguirmi in un’attività che gradisce più o meno quanto un plotone d’esecuzione 🙂

Con questo post voglio rassicurare pubblicamente chi (Zonda, Piccolo ecc.), dopo avermi incontrato quella sera, aveva temuto seriamente che potessi tornare single nel giro di poche ore. Tranquilli, non è successo (per ora). E per le prossime volte formulo il buon proposito di tornare a ballare solo senza la morosa 😛

Ritemprarsi

Colazione da Macin

Una giornata di passeggio e di polleggio quella di domenica, tra agriturismo, prati, binari e vecchi ritrovi. Del resto, con un sole tornato prepotentemente alla ribalta dopo due giorni meterologicamente ballerini, non si poteva restare a coltivar muffe chiusi in casa.

Nonostante il concetto di “mattina” continui a non essermi amico, la giornata ha preso il via alle 10,30 con la visita all’agriturismo Macin. Una struttura nuova di zecca aperta inaugurata pochi giorni fa dalla famiglia Budellacci a Massa di Cesena, ad un tiro di schioppo da Bertinoro.
Incetta di dolcetti e torta di mele, chiacchiere tra amici/colleghi e sano polleggio. Perché l’ozio sarà anche il padre dei vizi ma, con i ritmi frenetici della società odierna, questo ex-peccato capitale ha assunto ormai un valore superiore a quello dell’oro nero.
Tutto molto bello e molto buono [bravo Fogli, bravi tutti e bello il budello], peccato solo per la decisione reazionaria della tavolata, che ha respinto la proposta del signor Budellacci di una colazione con Sangiovese 14° in favore dei più tradizionali the e caffèlatte.

Nel pomeriggio giro con la Fra a Rimini e proseguimento di polleggio, al parco XXV aprile e per il centro storico, oltre al vano tentativo di raggiungere la manifestazione “Il treno del tempo”. E’ possibile andare a Rimini in treno e non accorgersi che la manifestazione si sta svolgendo proprio nel retro della stazione? Purtroppo sì :-/

Di rientro a Cesena, messa all’Osservanza = consueto trituramento di timpani e balle causato dalla “musica” sacra. Ora, capiamoci bene, posso comprendere la penuria di organisti e capocori. Ma allora, piuttosto, scegliamo il silenzio. Viene da chiedersi: se chi canta “prega due volte”, come diceva Sant’Agostino, allora per la proprietà transitiva, chi canta male in Chiesa è un bestemmiatore? 😛

In bilico tra le stagioni

Da ieri è ufficialmente arrivata l’estate. E, in luogo della mia solita inquietudine legata a questo periodo, la bella stagione quest’anno è cominciata all’insegna del divertimento. Il merito va all’Hana-Bi di Marina di Ravenna, gestito dalla combriccola del Bronson.

Hana-Bi headset by Hikari kariudo

Ancora una volta, dunque, tendo a stravolgere il calendario. Saltando a piè pari la primavera, mi ritrovo già proiettato nella torrida stagione. Mentre, all’opposto, gli altri anni mi costringevo ad accettare la cruda realtà dell’avvento del tempo caldo solo al finire di luglio.

E dire che, di mio, non avrei nulla contro l’estate, una stagione verso la quale nutro un rapporto di amore-odio. Amore per il sole, il divertimento, la vita all’aria aperta. Odio per i pollini malefici, le masse di folla imperanti ovunque, il rito forzato della spiaggia e il conseguente ritorno a casa ricoperto di granelli simili a pasta abrasiva.

Il pomeriggio Hana-bi però mi ha riconciliato con la battigia. Il locale, a dispetto del nome, non è un refugium peccatorum per poliziotti in fuga, ma un luogo pieno di buona musica (acide eccezioni a parte) e convivialità. E, per fortuna, non è così mondano come si vociferava. Almeno fino ad ora. Resta da testarlo all’assalto dei vacanzieri modaioli. Ma se il buongiorno si vede dal mattino…

P.S.
Dalla foto precedente si accede alla galleria di foto di Hikari Kariudo, relativa all’apertura dell’Hana-Bi.
Le mie foto (scattate da Mark Zonda) sono accessibili invece dalla barra a destra o qui.