Il cancro dell’informazione


Stampa periodica
Che il giornalismo italiano sia malato, più ancora di quello di altri paesi, non vi è ombra di dubbio. Ma la colpa, checché ne pensino Grillo e compagnia cantante, non è dei giornalisti tout-court e del loro Ordine. La malattia ha un nome preciso: pubblicità.

Sono gli sponsor, gli inserzionisti, i “partner pubblicitari” a permeare come un cancro strisciante il mondo dell’informazione.

Continua a leggere

Visioni di legalità

Il fascio contro Saffi

Sei un fascista. Sei un comunista. Sei un sionista. Sei un bugiardo. Sei al soldo di qualcuno. Quante volte ho sentito questo ritornello. Quante volte ho sorriso dentro di me osservando la bava alla bocca del mio interlocutore.

Ultimamente alla cantilena di affronti si è aggiunto Stefano Severi. Che definisce “vomitevole” il mio recente articolo sulla questione del Confino, l’ex scuola elementare di Ponte Cucco occupata dagli anarchici.

Per Severi a muovere la mia penna sarebbe l’odio nei confronti di un nemico. Stessa sorte è riservata al consigliere repubblicano Luigi di Placido.

Continua a leggere

Mi accontento di poco

A volte basta poco per ritrovare il sorriso. Oggi, come di consueto, stavo cercando ansiosamente di incastrare in agenda i pezzi di quel pazzo puzzle che è la mia vita lavorativa quando, d’un tratto, mi sono imbattuto in una notizia.

Sulla barra dei feed che sovrasta la mia posta elettronica è comparso “ELEZIONI/ DE MITA: CRITERI CANDIDATURE PD UN INSULTO, ME NE VADO”.

Ora, fermi un attimo. Punto primo io pensavo, anzi speravo, che gente come De Mita non avesse nulla a che fare col PD. Secondo, mi sembra il minimo che se un partito si dà delle regole (tre mandati parlamentari, contro gli undici del buon Ciriaco) vengano fatte rispettare.

A ruota è arrivato poi l’annuncio della rinuncia alla candidatura da parte di Visco. E anche qui mi sembra davvero il minimo dopo la vicenda Speciale.

Chissà se pure Bassolino avrà il coraggio di farsi da parte. Anche se un suo ritiro volontario sarebbe un peccato, visto che per come ha gestito da Commisario la vicenda rifiuti in Campania sarebbe da cacciare a pedate.

Un partito senza De Mita e altri impresentabili? Si può fare 🙂

Abbiate pietà dei lettori

C’è un cassetto della mia scrivania, nella redazione del Corriere Cesenate, che ha accolto per lungo tempo i testi di molti collaboratori, e non, del giornale.

Vi si trova, tutt’oggi, una cartellina scottante da me intitolata “Crimini giornalistici contro l’umanità. Tutto ciò che non avremmo mai voluto veder pubblicato… e infatti abbiamo cestinato“.

Una raccolta di pezzi immondi, dai deliri di giovani collaboratori ai rari strafalcioni di giornalisti più navigati, passando per impresentabili lettere dei lettori. Quasi tutti vi sono finiti, generalmente, non per banali errori ortografici o grammaticali, ma per veri e affronti al giornalismo e alle sue “regole”.

Continua a leggere

Il coraggio di mescolarsi

Per adesso sono solo parole. Ma almeno qualcuno ha avuto il coraggio di dirle. E sono state musica per le mie orecchie, anche se la mia passata esperienza politica mi spinge a toccare ferro.

Un paio di settimane fa a Santarcangelo ho assistito ad un evento della Margherita a sostegno della candidatura di Walter Veltroni alle Primarie del Partito Democratico.
Un soggetto politico così nuovo da attirare al tempo stesso passione, scetticismi ed ironie.

Continua a leggere

Brave new world

Sposi by Seek

Grazie, grazie, grazie! 🙂

Approfitto di uno scampolo di tempo libero, a poche ore dall’imbarco per l’Irlanda, per ringraziare tutti quelli che sono stati vicini a me e a Francesca in occasione del nostro matrimonio. Vogliamo mandare un bell’abbraccio a tutti, a chi era presente fisicamente e a chi lo era solo spiritualmente.

E’ difficile riuscire a valutare una giornata vissuta così in prima persona… noi speriamo solo che vi siate divertiti almeno quanto noi! 😛

Per chi fosse interessato, Zondini ha già scritto due righe sull’evento mentre Seek ha pubblicato le sue foto della giornata.

Al nostro ritorno siamo curiosi di vedere le vostre… e in primis quelle dell’Elga! 🙂

A presto!!

Agosto, il mese più freddo dell’anno

Agosto
è scritto sul tuo calendario
forse hai dormito sei mesi
ma sei così stanco
tanto stanco

Torno a far capolino su questo spazio dopo una lunga assenza, due mesi che hanno messo a dura prova la mia capacità di resistenza.

Un continuo zompettare tra preparativi per il grande passo, trattative per l’alloggio (finirò in affitto o in una casa mia?), mobili da comprare, viaggi da prenotare e beghe lavorative. Un tritatutto dal quale dipenderà la mia vita negli anni a venire.

Eppure, in questi giorni convulsi, qualche uscita me la sono concessa. A ricordarmelo sono le foto accumulatesi nel cellulare e nella macchinetta.

Sfogliarle prima di postarle in Rete mi ha dato l’impressione di finire in una piccola macchina del tempo.

Ho rivissuto così il concerto degli MM40 a Forlì. Due ore di volgarità, battutacce, pesanti allusioni e turpiloqui. Una vera boccata d’aria fresca, dunque per chi, come me, si ritrova quotidianamente a navigare in un mare di aria fritta e parole vuote.

E poi tante uscite con gli amici, piccole scorribande rivierasche, ritrovi di Faccioni, il concertone di Elio a Cesenatico (delle belle fotine, altrui, si trovano qui), il primo spettacolo live dei Tiny Tide (ma anche no)… insomma, al di là della stanchezza, come ultima estate di libertà non posso certo lamentarmi! 😛

Il matrimonio di Turro

DSCN1314A volte mi chiedo se ci sono o ci faccio 🙂

Avevo caricato già da un po’ le foto del matrimonio di Turro in rete ma mi ero scordato di sbloccarle…

Provvedo subito a rimediare all’errore dopo una tirata d’orecchie da parte di un’attenta lettrice del sito! 😉

Il set è disponibile a questo indirizzo dove potrete ammirare Paolo e Silvia in tutto il loro splendore. Cerimonia molto partecipata, una bella festa, sposi ed amici al top… cosa si poteva volere di più? 🙂

Ulteriore cosa: pensavo che gli sposi tornassero dal matrimonio oggi e invece son tornati la settimana scorsa. Sigh, ma ho una mente o un emmenthal?

Insulto al calcio

Chi mi conosce bene osservando la foto accanto avrà pensato ad un’illusione ottica.

O ad un fotomontaggio.

No amici, non avete le traveggole: indosso proprio una maglia da calcio! 😀

Ed ho pure in mano una tessera Uisp!

Non si tratta di un colpo di fulmine nei confronti nello sport più seguito dagli italiani, né di un gesto scriteriato dovuto alla calura estiva.
Bensì di semplice adesione ad un’iniziativa benefica, spiegata meglio QUI.

Ieri sera, grazie al Cielo, sono rimasto tutta la partita in panchina.
Ma non so se giovedì prossimo sarò altrettanto fortunato… 😛

Elio e le storie fresche

ElioPopperScanzonati eppur professionisti, leggeri senza nulla trascurare, impegnati senza mai scivolare nel dogmatismo.
Quei curiosi, irascibili, carissimi “Elio e le Storie Tese“, per parafrasare l’incipit di un loro vecchio radiodramma, davvero non smettono mai di stupirmi.

Mi considero loro fan dalla fine degli anni ’80, quando tra i banchi di scuola ebbi modo di ascoltare e duplicare mitiche cassettine contenenti il primo album e frammenti di vecchi concerti eliatici. Fu subito amore.
E da allora non li ho più persi di vista, diventando tra l’altro Fava della prima ora.

Ma, al di là dell’ironia sferzante e del valore musicale, c’è stata sempre una cosa che mi ha affascinato particolarmente nell’attività del simpatico complessino. La capacità di sollecitare alla riflessione l’uditorio su certe tematiche (la corruzione, l’aborto, i mali del Paese) senza mai indulgere all’ideologia.

Un’impressione più che confortata, nelle settimane scorse, dalla lettura della (auto-)biografia sugli Elii “Vite bruciacchiate – ricordi confusi di una carriera discutibile“.
Tra i personaggi intervenuti nel volume con proprie testimonianze, mi ha colpito l’intervento di Michele Mozzati (sì, proprio quello di Gino & Michele) là dove scrive che nel 1985/86 «il gruppo […] era davvero anomalo: forse il primo dell’area culturale milanese ad essersi liberato dalla politica intesa come ideologia».

Mozzati stava collaborando alla messa in scena di uno spettacolo del trotzkista Trevor Griffiths sulla condizione della classe operaia inglese, e rimase “fulminato” dall’ascolto di Elio. Adoperandosi subito per lo “spaccio di cassettine” in diversi ambienti (incluso quello romano, per mezzo dell’attuale direttore di Internazionale Giovanni De Mauro) contribuì alla positiva diffusione del contagio eliatico.
E vide che gli Elii riuscivano là dove nessun altro era riuscito: «La sinistra culturale rigidissima, la sinistra che trasgressioni non poteva concedersene, per una volta si era lasciata andare, ipnotizzata dal fenomeno Elio».

Elio e le storie tese, con la loro carica distruttivo-rigenerativa, sono stati capaci di spazzare via da certi ambienti la cappa dell’ideologia.

Ecco perché mi piacerebbe accostarli, idealmente, ad un altra mia lettura di questi giorni: Karl Popper. Il grande filosofo della scienza, e della politica, si può considerare un baluardo della lotta al dogmatismo, all’ipse dixit, alle roccaforti dell’immutabilità del pensiero. Tanto che il sottotitolo del primo volume della sua imprescindibile “La società aperta e i suoi nemici” è, non a caso, “Platone totalitario”.

Che ne dite, vi pare un accostamento troppo ardito?