Libertà di stampa: davvero tutto è permesso?

“Questo sarebbe meglio non scriverlo…”.
“Questo potevate proprio evitarlo…”

Quando frasi di questo tenore vengono pronunciate al di fuori di una redazione (all’interno è normale e del tutto lecito, al contrario, fare ragionamenti di questo genere) si configurano possibili limitazioni alla libertà di stampa.

Davvero, per così poco? Già, e provo a spiegare brevemente il perché.

Come ho già scritto (e mi perdoneranno i colleghi se ribadisco l’ovvio) la notizia è tale solo se il giornalista decide che sia tale. Non tutti i fatti, non tutti gli eventi, diventano notizie. Il cuore della professione, la “mediazione giornalistica” sta in questa continua scelta di cosa riportare e cosa no, a cosa dare risalto e cosa ignorare, cosa commentare e cosa lasciare all’oblio, nel rispetto della linea editoriale della testata e della nostra deontologia professionale.

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Aumentano gli attacchi ai giornalisti tra l’afasia dei colleghi

Con l’accusa di pedofilia rivolta a un giornalista in conferenza stampa il ministro dell’Interno ha segnato un nuovo punto basso nella, per nulla edificante, gara di distruzione di ogni regola di convivenza civile.

Salvini per l’ennesima volta ha sparato accuse senza fondamento, pur sapendo (da giornalista professionista quale è) che il collega di Repubblica stava semplicemente facendo il suo lavoro.

Ma quello che preoccupa è il silenzio degli altri giornalisti presenti, rimasti nell’ignavia mancando di manifestare una solidarietà nei confronti del collega che sarebbe obbligo di legge (“promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi”) oltre che dovere etico.

Gli Stati generali dell’editoria? Una pagliacciata intrisa di pregiudizi

Che Vito Crimi sia del tutto inadeguato al suo ruolo di sottosegretario all’Editoria era chiaro da subito. E non tanto per la sua appartenenza alla setta manovrata dalla Casaleggio associati, composta pure da esseri senzienti, ma proprio per il suo continuo mischiare il ruolo di giocatore con quello di arbitro e l’abitudine di prendere posizione su questioni di cui non conosce nulla.

Dalla Consulta degli Ordini regionali dei giornalisti, alla quale ho preso parte ieri a Roma in rappresentanza del presidente Giovanni Rossi, si è levato un NO chiaro a quella pagliacciata degli “Stati generali dell’editoria”, divenuti ben presto gli stati generali dell’ideologia e del pregiudizio.

L’OdG nell’ultimo anno ha provato a seguire un percorso istituzionale di confronto: in cambio ha trovato solo continui atteggiamenti di irrisione da parte del sottosegretario.

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Concorso nazionale giornalini scolastici: già pronto il bando per l’edizione 2020

Concorso giornalini scolastici: chiusa un’edizione è già tempo di avviare il cantiere della successiva!

Sul sito del Cnog è stato pubblicato il bando della 17esima edizione del concorso nazionale “Il giornale e i giornalismi nelle scuole”.

Dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori, dai 3 ai 19 anni, il concorso intende premiare i migliori giornali di classe o d’istituto, consapevole dell’importanza per gli studenti dell’attività giornalistica come strumento di arricchimento comunicativo.

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Master di Giornalismo UniBo pronto al prossimo biennio

Nuova sede e nuovi indirizzi di specializzazione per il Master in Giornalismo dell’Università di Bologna (che mi vede membro del Cts).

I futuri studenti saranno “vegliati” da Ezio Cesarini, partigiano medaglia d’argento al valor militare ucciso dai fascisti nel gennaio 1944.

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Dig Awards 2019, una boccata d’ossigeno per la professione

I Dig Awards premiano, ogni anno, i migliori reportage e documentari d’inchiesta.

In un momento storico come l’attuale, nel quale la professione giornalistica è continuamente villipesa e delegittimata, sono una vera boccata d’ossigeno.

È stato un onore per me, sabato scorso, rappresentare l’OdG dell’Emilia-Romagna alla cerimonia di premiazione.

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Crisi della carta stampata: i Broncoviz avevano visto giusto?

Internet ha dato una mazzata alla carta stampata? Certamente. Ma la crisi dei giornali non è di oggi o degli ultimi anni.

Questo sketch dei Broncoviz (tratto dall’indimenticata trasmissione di Rai 3 “Hollywood Party”) ci ricorda come già negli anni ’90 testate in crisi, di idee e di copie, puntassero più sui gadget che sul prodotto editoriale in sé.

Dai film in videocassetta allegati all’Unità alle pericolose “librerie in rovere massiccio” il passo è stato breve…

Internet ha dato una mazzata alla carta stampata? Certamente. Ma la crisi dei giornali non è di oggi o degli ultimi anni. Questo sketch dei Broncoviz (tratto dall'indimenticata trasmissione di Rai 3 "Hollywood Party") ci ricorda come già negli anni '90 testate in crisi, di idee e di copie, puntassero più sui gadget che sul prodotto editoriale in sé. Dai film in videocassetta allegati all’Unità alle pericolose “librerie in rovere massiccio” il passo è stato breve…

Pubblicato da Michelangelo Bucci su Martedì 7 maggio 2019

Di 25 aprile, democristiani e “Bronx Vigne”

Sono nato e cresciuto alle Vigne di Cesena, quartiere con una toponomastica dedicata alla lotta di Liberazione dai fascisti e dai nazisti. Al centro c’è piazza dei Partigiani, la strada d’accesso principale al quartiere è dedicata al 25 aprile, le vie portano nomi di partigiani (come Terzo Domeniconi, Nello Casali, Colombo Barducci) o deportati dai nazifascisti (i Saralvo, le sorelle Jacchia).

Una di queste vie però, quella della parrocchia di San Pio X e della scuola elementare, è intitolata allo statista democristiano Adone Zoli, capo del Governo tra il 1957 e il 1958.

E proprio il suo Governo, pur essendo un monocolore DC, illustra bene un concetto figlio della Resistenza: il cosiddetto “arco costituzionale” (anche se questo termine sarebbe stato coniato solo in seguito). Si tratta dell’insieme di tutte le forze politiche (dalla sinistra al centrodestra) che contribuirono a gettare le basi della nostra Repubblica con la pietra fondante della Costituzione. Da questo arco l’unica forza esclusa era il Movimento sociale italiano, non diretta continuazione del PNF (e pertanto ammesso alle competizioni elettorali) ma erede dei repubblichini fascisti di Salò.

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A Cesena finalissima del concorso Cnog “Il giornale e i giornalismi nelle scuole”

Quando nel 2015, in Consiglio nazionale OdG, avanzai la proposta di spostare a Cesena l’evento conclusivo del concorso per giornalini scolastici (una macchina complessa, con ben 12 edizioni alle spalle) in molti mi presero per matto, cercando di dissuadermi. Insistetti e pian piano riuscii a convincere tutti.

Nonostante la complessità logistica, e con il decisivo supporto dei gruppi di lavoro che si sono succeduti, la scommessa è stata vinta.

Domani e dopodomani Cesena ospiterà l’evento per il quarto anno di seguito, accogliendo centinaia di studenti da tutta Italia ?

La notizia sul sito dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna:
www.odg.bo.it/blog/a-cesena-finale-del-concorso-cnog-il-giornale-e-i-giornalismi-nelle-scuole

Assemblea annuale dell’Odg Emilia-Romagna. Il punto a metà del mandato 2017-2020

Il punto sullo stato della professione giornalistica, i numeri della formazione continua in Emilia-Romagna , l’attività sanzionatoria del Cdt.

Questo e molto altro nel resoconto dell’assemblea odierna curato da Franca Silvestri:
http://odg.bo.it/…/assemblea-annuale-dellodg-emilia-romagn…/

(foto Adriana Tuzzo)