Aria di squadrismo su Yom ha-Shoah

Qui non si tratta di “non dimenticare”, ma addirittura di ignorare, fingere di non sapere e continuare a tirare in ballo luoghi comuni. Che tristezza. Che rabbia.

I fatti di Milano sono purtroppo noti. La data del 25 aprile è stata rapita e fatta ostaggio da una minoranza che non esito a definire neo-fascista, nei modi e nelle idee, per avere infangato l’anniversario del risveglio democratico del nostro paese, dopo il periodo buio della dittatura e la follia della guerra.

Cesena liberata

Impedire ad una persona di parlare è squadrismo. Attaccare un anziano partigiano reduce dal campo di concentramento di Dachau (una persona che, fosse stato pure il papà di Toto Riina in persona, ha pagato sulla sua pelle l’opposizione alla dittatura) non è altro che una forma di neo-fascismo. E il fatto che il padre di Letizia Moratti, la medaglia d’argento Paolo Brichetto, abbia militato a suo tempo nella brigata partigiana del monarchico Edgardo Sogno, aggiunge particolari importanti a questa storia. La Resistenza non fu, ormai la storiografia è concorde su questo, quella lotta vittoriosa dei partigiani rossi che taluni si ostinano a considerare. Il ruolo delle brigate rosse e del partito comunista fu, certamente, importante. Ma accanto ad esso vi erano brigate bianche cattoliche, le fiamme verdi di Giustizia e libertà, oltre al Corpo italiano di liberazione e, naturalmente, gli eserciti delle potenze Alleate.

Jewish Brigade Group

Ancora una volta, dunque, una minoranza ha avuto rigurgiti ‘fascisti’ e (questo è quello che mi fa più male) la maggioranza dei presenti non è riuscita a impedirglielo. Come nel caso delle bandiere israeliane bruciate e le contemporanee contestazioni alla Brigata ebraica. Uno Stato nato su basi socialiste e che rappresenta al meglio una parte dei valori di una sinistra “seria” (laicità in primo luogo) è finito nuovamente per essere additato come “criminale” e “assetato di sangue”. Ignorando la volontà di pace di Israele e abbracciando la solita sequela di luoghi comuni sugli “occupanti”, in barba alla risoluzione Onu del ’48, al diritto internazionale e agli accordi di pace raggiunti in questi anni da Israele. E ignorando, di fatto, l’organizzazione stessa della società israeliana.

Quest’anno, poi, il 25 aprile coincideva sul calendario ebraico con Yom ha-Shoah, il giorno del ricordo dell’Olocausto nell’anniversario della rivolta del ghetto di Varsavia. E le immagini di Milano hanno provocato sdegno in Israele e nel mondo. Alla faccia di chi diceva che Fiamma Nirenstein aveva esagerato scrivendo “Gli antisemiti progressisti”.

Che tristezza. Che rabbia. Quanti mal di pancia mi tocca passare in questi giorni nell’attesa della formazione di un governo “amico” (in teoria anche degli israeliani) circondato da simili carogne.

Odio bruciante (copyright

Pubblicato da Michelangelo

Scruto continuamente il mondo alla ricerca del bandolo della matassa

3 risposte su “Aria di squadrismo su Yom ha-Shoah”

  1. Ma è mai possibile che in Italia non possiamo avere delle coalizioni normali fatte di gente seria? Al di là dei cretini di cui sopra (paragonabili per me a Forza nuova) anche tra i politici “normali” l’idiozia si spreca.
    Oggi al telegiornale ho sentito prima Rizzo (PdCI) e poi Bondi (FI). I loro interventi erano da test anti-emetici.
    Desolazione 🙁

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