Rollercoaster cabinet

Ecco. Non posso gioire neppure qualche giorno per il fatto che il governo Prodi abbia imboccato la strada delle liberalizzazioni (alla faccia di Berlusconi e del suo liberalismo di facciata) che questi subito fanno marcia indietro.

Si vede che in Italia vince chi urla più forte e si diverte a picchiare i giornalisti. Viene proprio da rimpiangere Ronald Reagan e la sua fermezza nel respingere al mittente le assurde richieste del sindacato controllori di volo nel 1981.

Il problema vero è che con una coalizione così eterogenea la direzione di marcia dell’esecutivo non può che essere ondivaga. Proprio come nel caso della questione israeliana. Di fronte ad uno Stato impegnato in questi giorni a difendere la sua stessa sopravvivenza, il governo italiano sembra essersi messo a fare il gioco delle tre carte mettendo tutti sullo stesso piano: Israele ed Hezbollah.

Per fortuna che c’è anche chi, come l’ottimo Giuliano Amato, è capace di prendere posizioni chiare e decise (rimediando ad alcune gaffe del recente passato).

Pubblicato da Michelangelo

Scruto continuamente il mondo alla ricerca del bandolo della matassa

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