Musica oltre i pregiudizi

Io li ho visti. Pieni di vita, giovani, qualcuno quasi brufoloso. Io li ho avuti accanto, erano al tavolo con me, a condividere la stessa cena. E fischiettavano motivi, parlavano di viaggi. Io ho li ho conosciuti. E non potete dirmi, accecati come siete dall’odio e dall’ideologia, che sono assassini, che sono macchine, robot di morte.

Io ho cenato con dei soldati israeliani. Un gruppo di ragazzi e ragazze, poco più che maggiorenni, della IDF Chamber Orchestra, l’orchestra da camera delle Forze armate israeliane.
E’ successo la settimana scorsa a Milano, a margine del convegno nazionale della “Federazione delle associazioni di amicizia Italia-Israele“.

La sera successiva quei giovani avrebbero tenuto un concerto al Palazzo reale di Milano, nella sala delle otto colonne. A noi convegnisti, però, è stata data l’occasione di ascoltarli in anteprima. Finiti i secondi piatti, il gruppo si è alzato per suonare violini e violoncelli. Non esagero nel dire che la loro performance è stata un’anticipazione del dolce.

Il linguaggio della musica in genere apre i cuori. Così è stato per noi, così dovrebbe essere. Ma evidentemente non è così per quegli ottusi “pacifinti” che non perdono occasione di accusare Israele di ogni nefandezza. L’ISM-Italia, un movimento che si prefigge il boicottaggio dello Stato di Israele, ha diramato un comunicato stampa nel quale gli archi dell’orchestra vengono addirittura chiamati “antiche armi”.
Come se gli israeliani fossero mostri assetati di sangue, pronti persino a snaturare un violino pur di scoccare frecce e uccidere qualcuno.

Anche la mostra sull’arte israeliana di Milano, un’occasione unica per capire meglio la complessa realtà di quel paese, è stata presa ad ennesimo pretesto per spargere menzogne su Israele, venendo bollata come “propaganda di guerra”.

Che tristezza. Fino a che punto un’ideologia può rendere ciechi?

Pubblicato da Michelangelo

Scruto continuamente il mondo alla ricerca del bandolo della matassa

3 risposte su “Musica oltre i pregiudizi”

  1. @zonda
    un accostamento ardito, quasi provocatorio 🙂
    Le dolci PB, infatti, lanciano messaggi ideologici precisi nelle loro canzoni (composte appositamente), mentre l’orchestra IDF esegue musica classica.
    A me le simpatiche Prussian sembrano “il volto umano di…”, cosa che assolutamente non penso dell’IDF. Che non ha bisogno di un “volto umano” ma di un forte vento che spazzi via la cappa di pregiudizio che li circonda.

    @valen
    no, la definizione di “pacifinti” non è mia.
    Ma la trovo estremamente calzante, anche se proviene da ambiti politici destrorsi nei quali certamente non mi rispecchio.

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