Il coraggio di mescolarsi

Per adesso sono solo parole. Ma almeno qualcuno ha avuto il coraggio di dirle. E sono state musica per le mie orecchie, anche se la mia passata esperienza politica mi spinge a toccare ferro.

Un paio di settimane fa a Santarcangelo ho assistito ad un evento della Margherita a sostegno della candidatura di Walter Veltroni alle Primarie del Partito Democratico.
Un soggetto politico così nuovo da attirare al tempo stesso passione, scetticismi ed ironie.

Fino a poco tempo fa si dava per scontato che fosse un’operazione studiata a tavolino. DS+Margherita=nuovo carrozzone di vecchi politici. Un bulirone indistinto dal retrogusto cattocomunista.
Molti, addirittura, scommettevano sul fatto che l’operazione potesse effettivamente andare in porto. Il rischio che i politici di professione cominciassero a tirarsi tra loro, come oggetti contundenti, quelle poltrone a cui sono tanto affezionati non era affatto peregrino.

Poi qualcosa è accaduto. Nulla di miracoloso, per carità. Solo un barlume di speranza: i militanti, e non, hanno cominciato a mescolarsi.
Un po’ di Diessini, specie al nord, hanno scelto di sostenere Enrico Letta.
Dalla Margherita qualcun’altro ha scelto invece il Ds Veltroni.
La Bindi ha riscosso il sostegno di molte donne di entrambi i partiti.

Quella che doveva essere una cerimonia d’incoronazione calata dall’alto si è trasformata così, pian piano, in un vero confronto. Il termine “primarie” è ancora un’iperbole, se paragonato a quelle USA, ma qualche passo in avanti è stato fatto.

E, assieme alle persone, anche le idee sembrano tornate a fluire e mescolarsi.
Sui problemi concreti, sulla necessità di rompere gli schemi e i conservatorismi a tutti i livelli. Anche, e soprattutto, quelli che incrostano tanta parte della sinistra.

Così ho deciso di scrivere qui, a futura memoria, qualcuna delle affermazioni che più mi hanno colpito dei diversi oratori sfilati a Santarcangelo.
Che non si azzardino a rimangiarsele nei mesi a venire, spegnendo quel mio piccolo barlume di speranza nel rinnovamento della politica.

Matteo Renzi (pres.prov. Firenze): “Serve un impegno forte sul fronte delle infrastrutture. Non è ammissibile rassegnarsi a tempi biblici se pensiamo che, due secoli fa, i Lorena hanno costruito la strada del Muraglione in appena tre anni!“.

Ringrazio Ermete Realacci per averci fatto riscoprire l’amore per il nostro Paese. L’Italia è da amare come una persona“.

Oggi c’è una richiesta fortissima di politica, ma la gente ne resta fuori perché i politici danno l’impressione di parlare solo tra loro anziché dare risposte e speranza. Non è che la gente non ne possa più dei politici, quello che rifiuta è il ceto dei politici“.

Dario Franceschini (capogruppo Margherita Camera): “Mai più alleanze contro un avversario. Bisogna pensare prima ad un programma, chiaro e coraggioso, da condividere con gli alleati. Anche a scapito di una vittoria a tutti i costi“.

Avere tanti piccoli partiti significa essere costretti ad inseguire piccoli pezzi di società, esponendosi alle loro rivendicazioni. Un grande partito con un programma chiaro può attrarre quelle tante persone non più disposte a votare per fede. Non saremo il partito dei moderati, ma che parla ai moderati“.

Walter Tocci (deputato Ulivo): “Vorrei sapere chi ha avuto la bella idea di proporre l’indulto poco prima dell’emergenza sicurezza. Di far lievitare a 102 il numero di sottosegretari in tempi di “Casta”. Di accumulare “tesoretti” anziché far pagare meno tasse. Queste, e tante altre, sono state castronerie capaci di oscurare le cose positive. Chi ha proposto queste cose deve essere allontanato. Mentre chi propone cose coraggiose che funzionano deve essere premiato“.

Il Partito democratico dovrà essere una casa nuova per tutti noi. Quando in una casa vanno ad abitare i figli questi cambiano l’arredamento, tolgono le foto dei nonni, abbattono i tramezzi… come quello tra DS e DL“.

Nella nostra costituzione non si trova la parola “laico” ma c’è il termine “repubblicano”. Ecco, quello di cui abbiamo bisogno ora è uno spirito costituente, uno spirito repubblicano che coinvolga tutti. Una nuova laicità costituente, non di contrapposizione“.

Aldo Bonomi (sociologo – consorzio Aster): “In Italia 28 milioni di soggetti campano d’impresa o lavoro autonomo… e la sinistra tradizionale continua a pensare solo agli operai iper tutelati o agli statali

Dal territorio emergono istanze concrete: strade, telecomunicazioni, prezzi accessibili per l’energia, università che facciano ricerca in accordo con le imprese. Il Governo non può limitarsi a fare concertazione con i soliti 3 sindacati confederali: il Paese è più complesso!

Linda Lanzillotta (ministro Affari regionali): “Purtroppo di liberalizzazioni con questo Governo se ne sono viste ben poche a causa della sinistra radicale che le ha bloccate, checché ne dica Franceschini

I ministri sono stati 12 giorni a parlare di “scalone”. Era importante, certo. Ma io vorrei che si chiudessero 12 giorni a parlare di semplificazione per le imprese. Così ci metteremmo in ascolto finalmente del “popolo del Nord”, anziché inseguire i soliti corporativismi“.

Filippo Penati (pres.prov. Milano): “Oggi c’è una fortissima richiesta di mobilità e serve una posizione chiara sulle infrastrutture. Nei 5 anni del governo Berlusconi non è arrivato un quattrino per realizzarle. Ora che il Governo comincia a finanziarle, una parte dell’Unione le mette costantemente in discussione. Così i giovani sono costretti a pagare di più (in affitto o mutuo) per abitare vicino al luogo di lavoro, o spendere meno prendendo casa altrove ma pagando un prezzo altissimo sul fronte del tempo perso nel traffico. Le tangenziali ormai sono le nuove catene di montaggio“.

Siamo in ritardo anche sul fronte della sicurezza, che è un tema fondamentale. Ed è da legare strettamente all’integrazione degli stranieri (un fenomeno cambiato radicalmente rispetto a 15 anni fa) e alla mobilitazione delle comunità, che punti sulla legalità per accogliere gli onesti che vengono qui per lavorare. Perché una comunità che si sente minacciata si guarda alla spalle, non pensa al futuro“.

Serve una legislazione rigorosa e severa nei confronti di quelle famiglie che sfruttano i minori per rubare e mendicare“.

Demetrio Naccari (cons.reg. Calabria): “In Calabria c’è una criminalità organizzata fortissima, eppure i posti di molti Procuratori della Repubblica sono vacanti da mesi. L’Ordinamento giuridico prevalente nella Locride, di Isola capo Rizzuto e di altre non è certo quello dello Stato. Uno Stato che che ha varato l’indulto, il patteggiamento allargato e l’accorciamento dei termini di prescrizione. E’ questa la risposta dello Stato? A Catanzaro la Procura ha 1000 ordine di custodia che non possono partire perché manca la carta e la benzina nelle macchine!
Non non chiediamo allo Stato più risorse, ma che assolva i suoi propri compiti!

Ermete Realacci (deputato e pres.on. Legambiente): “C’è una vecchiezza del linguaggio, incapace di parlare alla gente in carne ed ossa. Parlare di tregua fiscale è un’affermazione scellerata. Non ci sono guerre dello Stato contro i cittadini. Parliamo piuttosto di recupero dei soldi dagli evasori!”.

Il melting-pot eccessivo fa implodere le società. Per dialogare e favorire l’integrazione una comunità deve essere coesa, consapevole prima di tutto della propria identità, con un sistema di valori e relazioni. Perché è dove manca l’identità che scatta la xenofobia. Quindi bisogna dare il giusto ruolo alle associazioni, ai gruppi, al volontariato e alla religione, anche quando la Chiesa ha posizioni che non condividiamo“.

Walter Veltroni (candidato leader Pd): “La Spagna ha voglia di futuro. La Francia la sta riscoprendo. L’Italia invece ha paura del futuro. Dobbiamo ritrovarla, con l’innovazione e il cambiamento“.

C’è un peso oppressivo della politica sulla vita pubblica di questo Paese. Come nel caso del consiglio d’amministrazione della Rai che è una duplicazione della Commissione parlamentare di vigilanza, con le stesse divisioni politiche. Come può un’azienda andare avanti con un simile CdA, che o la domina o la paralizza? Per dirigerla bisognerebbe ricorrere a manager esterni selezionati da società specializzate”.

“Questo non sarà il partito del leader. E soprattutto sarà un partito che farà scelte che spiazzeranno. Meno riunioni per decidere chi va nelle aziende pubbliche e più divertimento nel conquistare consensi risolvendo problemi reali”.

Francesco Rutelli (leader Margherita): “Dobbiamo diventare il partito delle cose concrete. Come il taglio dell’Ici, dato che l’82 per cento degli italiani è proprietario di casa; una 14esima ai pensionati anziché un mini-aumento mensile; una flat-tax del 20 per cento sugli affitti. E iniziative sulla sicurezza, come la creazione della banca del Dna, che permetterebbe di risolvere gran parte dei casi di stupro. Il coraggio delle riforme vuol dire cambiare agenda per uscire dal conservatorismo della sinistra“.

Pubblicato da Michelangelo

Scruto continuamente il mondo alla ricerca del bandolo della matassa

7 risposte su “Il coraggio di mescolarsi”

  1. Temo che Zonda il Zonderiano abbia terribilmente ragione… Veltroni che parla di futuro, incistato nella politica dal Giurassico… resto sempre scettico, perché un conto è dire adesso, un altro è fare, e finora, a livello di fare, siamo messi molto molto male. Era un po’ che non lo scrivevo:
    DARK TIMES ARE COMING

    ps: Boc, si va al cinema mercoledì?

  2. io sono un po’ scettica sull’operazione Pd, ma ho anche bisogno di recuperare la speranza che le cose possano migliorare … e ci sono giorni in cui preferisco credere a qualcosa di ciò che “loro” dicono piuttosto che sprofondare nel realismo … anche questa è resistenza (o sopravvivenza) politica …

  3. Io dico che è una vergogna.
    Veltroni è uscito dal sarcofago per cambiare la sinistra italiana…in un nuovo partito…
    Ma dove siamo arrivati…Che ce ne facciamo di un nuovo partito.

    Io la sinistra ( e sono di sinistra) la manderei a fanculo…

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