Quid est libertas?

Parafrasando un po’ Ponzio Pilato: “che cos’è la libertà”? Ognuno ne ha una sua, personalissima idea.

Alcune possibili risposte hanno fatto capolino questa sera al teatro Bonci nel corso dello spettacolo “Secondo movimento, andante un poco mosso”, azione scenica di Franco Mescolini. E sono rimasto davvero di sasso quando ad un certo punto, sul palco, “Francone” ha citato la parabola del giovane ricco (Luca 18:18-23), in pratica leggendomi nel pensiero!

Non si può volere “la libertà”, infatti, senza essere pronti a lasciarsi alle spalle qualsiasi cosa. Tanto più la libertà ricercata è assoluta, quanto più la cesura con i gravami che ci legano al passato deve essere netta. Ma volere una libertà assoluta rischia di farci sprofondare nel nichilismo e nell’inazione, in uno sterile “fissarci l’ombelico nell’attesa che questo esploda in un qualcosa di grande”.

Meglio allora accontentarsi delle “briciole di libertà che cascano dagli déi”, un po’ come il treno si “accontenta” dei binari che lo fanno vivere…

Franco Mescolini

Pubblicato da Michelangelo

Scruto continuamente il mondo alla ricerca del bandolo della matassa

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