Archivi categoria: Ordine dei Giornalisti

Foto © Corriere Romagna

Aggressione ingiustificata alla troupe di TeleRomagna: l’Ordine dei giornalisti è al fianco dei colleghi

Una troupe aggredita mentre è in corso una diretta. E dove? Forse in territori degradati o sotto il giogo della criminalità organizzata? No, nella civilissima Forlì, nel corso di una partita di calcio (pensata per di più nel segno dell’amicizia), nella quale nemmeno i tifosi avevano dato alcun problema.

Quello che è accaduto ieri sera durante il match del Forlì contro il Cesena ha del surreale. Dopo la concessione di un rigore a favore del Cesena, l’ex presidente del Forlì calcio Stefano Fabbri non ha trovato di meglio che sfogare la propria rabbia aggredendo l’inviato di TeleRomagna Luca Alberto Montanari (con pugno al volto a detta del cronista) e il cameramen Romano Natali (spintonato tanto da fargli perdere il controllo della telecamera durante la diretta). La trasmissione è proseguita a fatica solo grazie all’intervento del regista dei due, improvvisatosi guardia del corpo sulle soglie del gabbiotto-stampa.

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Professione oppure hobby?

Non c’è professione senza retribuzione.
Un concetto semplice, banale se si vuole, che ancora sfugge a molte persone.

Chi esercita una professione deve essere retribuito.
Altrimenti non si tratta di attività professionale, ma di hobby.
Più che lecito divertirsi a esercitare una passione, ma non la si chiami professione!

Veniamo ai giornalisti. Quanto detto si applica non solo a chi appartiene all’elenco dei Professionisti (i quali, pur avendo sostenuto un esame, sono soggetti a revisione periodica come tutti: se inattivi e/o non retribuiti vengono cancellati dall’Albo) ma a maggior ragione interessa chi è parte dell’elenco dei Pubblicisti.

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I consiglieri dell’Ordine sono una casta?

“Va là che se aboliscono l’Ordine ti devi trovare un lavoro!”. Questa frase, pur buttata là con ironia da un collega giornalista pochi giorni fa, mi ha lasciato basito. Perché è indice di quanto si sia persa ormai ogni distinzione tra incarico e professione.

Anche le posizioni di servizio più insignificanti appaiono ormai “casta” agli occhi di molti, persino a quelli degli addetti ai lavori :/

“Veramente io un lavoro ce l’ho già…” ho risposto al collega, facendogli presente che l’incarico che svolgo nell’Ordine dei giornalisti non mi porta in tasca nulla, anzi. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: ha fatto spallucce e se n’è andato scuotendo la testa.

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Di giornalisti, fatti e opinioni

Un giornalista può prendere posizione o deve solo riportare in modo asettico? La domanda è, ovviamente, retorica.

Se parlo di questo è perché sono tornato di recente sull’argomento (solo all’apparenza “da addetti ai lavori”) rispondendo ad un commento nella bacheca di un amico.

Ebbene, un giornalista può e deve in certi contesti rimarcare il proprio punto di vista. Questo è tanto più vero negli articoli di fondo o negli editoriali, per non parlare poi dei blog (quelli propriamente detti, i diari online, sono il trionfo del punto di vista).

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Abolire o ripensare l’Ordine dei giornalisti?

Non passa giorno ormai senza che esponenti del Governo, 5 stelle in primis, non tirino fuori la necessità di abolire l’Ordine dei giornalisti. Peccato che non sappiano neanche di quel che parlano. L’Ordine non funziona come dovrebbe? Certo, i primi a dirlo sono i giornalisti stessi! È stato istituito per legge 55 anni fa, un’era geologica nel mondo dell’informazione.

L’OdG vorrebbe poter funzionare al meglio. Eppure, come ho scritto più volte, l’Ordine NON può autoriformarsi dato che è un organo dello Stato (ente pubblico non economico, per l’esattezza), creato per legge e che solo per legge, per intervento del Parlamento dunque, può essere cambiato o abrogato.

I giornalisti chiedono da decenni alla politica di mettere mano alle regole che regolano la professione, eppure il Parlamento ha sempre fatto orecchie da mercante. Temo che tenere i giornalisti sulla graticola, ingabbiati in norme vecchie e strumenti disciplinari arrugginiti, convenga prima di tutto ai politici: così possiamo essere il loro capro espiatorio.

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Protocollo Miur-OdG: bilancio edizione 2017/18 in Emilia-Romagna

Giornalisti come “inviati speciali” nelle scuole superiori, per spiegare ai ragazzi di quinta o di quarta che cos’è un articolo di giornale e come funziona il mondo dell’informazione.
Accade da qualche anno grazie al protocollo firmato tra il Ministero dell’Istruzione e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, documento che mi vede come referente regionale del progetto per l’Emilia-Romagna.

Il protocollo Miur-OdG (nato in seno alla Commissione cultura presieduta dall’amico Alberto Lazzarini) prevede una lunga serie di attività comuni legate alla formazione e all’informazione all’interno del mondo della Scuola. Istituzionalizza, tra l’altro, la pratica che prevede l’ingresso dei giornalisti nelle classi scolastiche, soprattutto quelle dei ragazzi che frequentano l’ultimo anno delle superiori e che devono affrontare l’esame di Stato.

Nel link al sito dell’Ordine regionale potete trovare i numeri dell’anno scolastico appena concluso.

Foto Margherita Cenni

Il miglior giornalismo investigativo premiato a Riccione

Un lavoro duro, per impatto e difficoltà di realizzazione, quello realizzato da Mouhssine Ennaimi che racconta il lucroso traffico di organi tra i disperati profughi siriani in Libano, illusi, depredati e abbandonati.

Con una certa trepidazione gli ho consegnato, a nome della giuria del Festival e in rappresentanza dell’OdG Emilia-Romagna, il Dig Award 2018 come vincitore della sezione “Investigative Medium“.

Il suo approccio narrativo, potente ed empatico, getta luce sugli abusi disumani commessi quotidianamente nei confronti di persone deboli che, dopo aver perso tutto scappando dalla guerra, si ritrovano in un nuovo e inquietante abisso.

Celebrando la Costituzione a Reggio Emilia

Un ringraziamento all’associazione Stampa Reggiana per aver pensato al sottoscritto come relatore all’assemblea annuale.

Parlando del 70° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione non potevo non parlare del periodo del quale è figlia la Carta, un dopoguerra fatto di grandi speranze e di accordi tra forze politiche molto diverse, ma impegnate nel nome del bene comune a dare fondamenta solide alla neonata Repubblica Italiana. Il popolo italiano riprendeva in mano in quegli anni, per il tramite dei suoi rappresentanti, una sovranità troppo a lungo delegata ad un uomo forte capace solo di portare lutti e sciagure.

L’auspicio, anche in questo caso, è che la Storia possa essere nostra maestra nell’agire quotidiano.

Cesena calcio contro due colleghi “al bando” da mesi. La presa di posizione dell’Ordine dei giornalisti

L’associazione calcio Cesena è una società allergica alle voci libere, il cui presidente in passato si è distinto a più riprese per le sue posizioni tra l’imbarazzante e il deplorevole.

In questo senso, la presa di posizione dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna è solo l’ultimo atto di una lunga querelle.

Maggio 2018: http://odg.bo.it/blog/cesena-calcio-contro-due-colleghi-al-bando-da-mesi-lodg-emilia-romagna-prende-posizione

Chi fosse interessato a questa vicenda può trovare di seguito le due puntate precedenti.

Gennaio 2015: https://www.facebook.com/michelangelo.bucci/posts/10153005448167836

Dicembre 2015: https://www.facebook.com/michelangelo.bucci/posts/10153791587962836

In ricordo di Graziella Fava, vittima incolpevole degli anni di piombo

Una macchina per scrivere bruciata, una vita innocente spezzata, le fiamme dell’odio e i fumi dell’estremismo che avvolgono un palazzo nel centro di Bologna.

Sono passati 39 anni dall’attentato dei Gatti Selvaggi all’Associazione stampa dell’Emilia-Romagna, a quel tempo in via San Giorgio nel cuore di Bologna.

Quei terroristi di estrema sinistra, epigoni di Prima Linea, volevano colpire un luogo simbolo di quella stampa “rea” di aver criticato i protagonisti della lotta armata. Così, dopo aver derubato i presenti, gettarono una bomba al fosforo negli uffici scatenando un incendio.

A pagare per la loro azione vigliacca fu Graziella Fava, 50enne collaboratrice domestica presso un’anziana signora del piano di sopra, trovata morta per asfissia sul pianerottolo.

A lei il Comune ha intitolato, anni fa, un giardinetto in zona stazione. Questa mattina l’Ordine e il Sindacato, tra lo scarso interesse delle istituzioni, hanno ricordato Graziella Fava assieme ai suoi familiari.

I gruppi armati volevano colpire “i pennivendoli di Stato […] esecutori delle falsificazioni di regime“. Il loro cieco furore ideologico ebbe l’unico effetto di uccidere una lavoratrice incolpevole.